(dalle inviate) Mons. Angelo Comastri, arcivescovo di Loreto, ha invece parlato ai giovani della storia di Santa Maria Goretti. Lo racconta Luigi, 23 anni, di Trinitapoli (provincia di Foggia), alla sua prima esperienza di Gmg. “Mi ha colpito – dice – vedere come una giovane può arrivare al sacrificio, e in questo caso estremo, pur di rimanere coerente nei valori in cui credeva”. "Ho capito che con la nostra fede noi giovani possiamo cambiare il mondo". Questo il messaggio che è più rimasto impresso ad Azzurra, 18 anni, di Livorno, scout e musicista, dopo aver ascoltato anche lei la catechesi di mons. Comastri: "E’ stata un’esperienza fantastica così la descrive -. Il vescovo ha fatto un discorso intelligente e originale, ha raccontato storie toccanti, trasmettendo molte emozioni. Subito dopo abbiamo vissuto pienamente l’eucarestia, con molto coinvolgimento". Una sua coetanea, Chiara, di Mantova, ha apprezzato, invece, "tutti gli esempi concreti che ci hanno aiutato a capire il messaggio: "Porterò a casa tanta gioia e una maggiore apertura verso chi è diverso da me. E’ bello vedere che un vescovo è aperto e vicino ai nostri problemi, queste sono occasioni importanti per annullare le distanze con noi giovani". Alla catechesi di mons. Edoardo Menichelli, vescovo di Chieti-Vasto è andato Andrea, 22 anni, di Riccione, che la descrive con entusiasmo: "E’ stato il più bel momento dall’inizio della Gmg ad oggi. E’ riuscito a trasmetterci il vero significato dell’incontro con tutti gli altri giovani del mondo". Dello stesso parere, Jader, 25 anni, di Riccione (diocesi di Rimini). “Il vescovo – racconta – è stato molto amichevole, ha cercato fin dall’inizio di essere uno di noi, di rompere il ghiaccio e di superare quel distacco che magari ci può essere tra un vescovo e i ragazzi. Era giovane nello spirito”. Della catechesi, conclude Jader, “mi porto a casa l’importanza di stare attento all’altro”.