” “E’ l’appello contenuto nell’intervento svolto dall’Osservatore permanente della Santa Sede presso l’Ufficio delle Nazioni Unite a Ginevra, mons. Diarmuid Martin, nel corso della seconda riunione di un gruppo di esperti governativi convocati per monitorare l’applicazione della “Convenzione sull’interdizione o limitazione dell’uso di alcune armi convenzionali che possono produrre effetti traumatici eccessivi o indiscriminati”. Nell’intervento, pronunciato il 23 luglio e reso noto oggi dalla sala stampa vaticana, mons. Martin ha richiamato i contenuti della “Millennium Declaration” delle Nazioni Unite che raccomanda di “non risparmiare nessuno sforzo per assicurare che ai bambini e a tutte le popolazioni civili che soffrono sproporzionatamente le conseguenze dei conflitti armati sia data ogni assistenza e protezione”. In particolare, ha ricordato mons. Martin, tale dichiarazione delle Nazioni Unite impegna a “espandere e rafforzare la protezione dei civili conformemente al diritto internazionale umanitario”. “Governi, istituzioni finanziarie internazionali, organizzazioni umanitarie e società civile riconoscono ha proseguito Martin – che il conflitto è una delle principali cause della povertà”. Così come “riconoscono che, in molti Paesi, la ricostruzione postbellica è uno dei primi requisiti della lotta contro la povertà”. Ma, ha aggiunto, non bisogna neanche dimenticare il problema dei residuati bellici inesplosi che ostacolano la normale ripresa della vita sociale. La Santa Sede auspica che la comunità internazionale si faccia carico di questo problema.” “” ”