” “(dalle inviate) Alla Gmg di Toronto non manca una riflessione critica sulla globalizzazione e sui suoi effetti sul mondo del lavoro giovanile, temi particolarmente cari anche ai giovani cattolici, “da non esaurire con queste giornate perché diventi motivo di impegno una volta tornati a casa”. Contenuti ribaditi oggi, durante un incontro pomeridiano intitolato “Giovani lavoratori, globalizziamo la solidarietà” e organizzato (per la terza volta durante le Giornate mondiali della gioventù) dall’Ufficio Cei per i problemi sociali e del lavoro, dal Servizio nazionale per la pastorale giovanile e dalla Caritas italiana, le tre realtà impegnate, soprattutto nell’Italia del Sud, nel “Progetto Policoro”, che vede la Chiesa italiana coinvolta nella promozione del lavoro dei giovani attraverso delle cooperative sociali. Tra i promotori dell’evento di oggi, anche la Gioc italana (Gioventù operaia cristiana) e il rispettivo coordinamento internazionale Cigioc. “Un incontro – spiegano gli organizzatori – per verificare come i giovani possono essere, nel concreto, ‘sale della terra e luce del mondo’ anche di fronte ai grandi temi della globalizzazione e del lavoro”. Il Canada – terra d’emigrazione per eccellenza per la presenza di oltre 170 etnie diverse – è infatti “un luogo emblematico per capire i meccanismi che portano tanti giovani a lasciare la propria terra per cercare di costruire un futuro migliore, senza sapere, il più delle volte, quali saranno le condizioni di vita e lavoro che dovranno affrontare”. Il lavoro, infatti, “da sempre considerato come elemento importante per la socializzazione delle persone e per la conquista dei diritti sociali”, per tanti giovani, “come spesso è avvenuto anche in Canada, vuol dire emigrazione e sofferenze”. Per questo durante l’incontro due giovani immigrati italiani raccontano la loro storia di vita e di lavoro, senza tacere le difficoltà incontrate nel processo di integrazione. (segue)