GMG2002: DON TARCHI (PASTORALE DEL LAVORO), “OCCUPAZIONE E TEMPI DI VITA, I BISOGNI DEI GIOVANI”

” “(dalle inviate) Si parla anche di giovani e lavoro alla Giornata mondiale della gioventù. Se in Italia non c’è lavoro per i giovani, in Canada il lavoro c’è ma è molto precario e mancano le tutele: orari troppo lunghi, niente indennità di malattia e poche ferie. E’ uno degli aspetti emersi ieri pomeriggio dal confronto su “Giovani lavoratori, globalizziamo la solidarietà”, un incontro organizzato (per la terza volta durante le Giornate mondiali della gioventù) dall’Ufficio Cei per i problemi sociali e del lavoro, dal Servizio nazionale per la pastorale giovanile e dalla Caritas italiana, in collaborazione con altre organizzazioni (Gioc, CiGioc). Vi hanno preso parte un centinaio di giovani da Italia, Haiti, Cina (Hong Kong), Senegal e Francia, nonostante la manifestazione non fosse stata inserita nell’elenco ufficiale degli eventi per motivi organizzativi. “La Gmg deve proporre anche riflessioni su problemi concreti – spiega don Paolo Tarchi, direttore dell’Ufficio Cei per i problemi sociali e del lavoro -. La fede dei giovani matura quando entra nel vissuto quotidiano e incrocia la realtà. Se questo non avviene la stessa Gmg può rischiare di rimanere solo la ricerca di una emozione o di una esperienza”. Ai giovani si chiede dunque “di essere ‘segno’ all’interno di queste giornate – afferma don Tarchi – e di farsi carico attivamente, soprattutto al rientro a casa, delle problematiche legate al lavoro”. Il confronto con la società canadese, osserva don Tarchi, orientata esclusivamente sul lavoro, “richiede di rimettere al centro la persona, che non è fatta solo di economia, ma anche di tempi di vita”. Dei temi della globalizzazione, “argomento molto sentito dai giovani – aggiunge don Paolo Giulietti, responsabile del Servizio nazionale di pastorale giovanile – ma che si affronta ancora con cautela perché si ha paura delle connotazioni politiche-ideologiche”, si riparlerà in Italia il 21 settembre a Firenze, per l’appuntamento annunciato nelle settimane scorse da “Sentinelle del mattino”, il cartello di associazioni cattoliche (tra cui Ac, Acli, Agesci, Focolari) che dal G8 dello scorso anno è impegnato su questo fronte. E a proposito della Gmg, anche in relazione ad alcune difficoltà organizzative che hanno caratterizzato questa edizione, don Giulietti anticipa l’intenzione di “avviare una riflessione per cercare di rivederne un po’ il modello, magari puntando di più, la prossima volta, sulla dimensione virtuale e mediatica per tutti i giovani che non vi partecipano direttamente. Basti pensare che in Italia solo le associazioni raccolgono 1 milione di giovani, a Toronto siamo in 22.000… lo sforzo organizzativo che richiede una Gmg va esteso anche a chi rimane a casa”.