IL PAPA IN GUATEMALA: DON F. BRAGONZI (MISSIONARIO) “LA RINASCITA DEL PAESE PARTE DALLA POVERTÀ E DAL MARTIRIO”

” “”Una conferma nella fede del popolo guatemalteco, un impegno a proseguire nella promozione umana, nella ricerca della giustizia e della pace” è quanto spera don Federico Bragonzi, per 15 anni in Guatemala, missionario fidei donum della diocesi di Crema ed oggi direttore dell’ufficio diocesano missionario e Migrantes per la visita, che comincia oggi, del Papa in Guatemala, paese ” in condizioni di pace maggiore che non in passato ma anche preda di una corruzione ed una povertà dilagante”.  Commentando per il Sir la visita di Giovanni Paolo II nel Paese centroamericano il missionario rivela che “la visita e la canonizzazione dell”hermano Pedro’ è molto attesa dalla popolazione perché è un modello di carità amato dal popolo guatemalteco”. Nonostante ciò l’attesa che si vive “è diversa rispetto a quella che ha accompagnato le visite del 1983 e del 1996. Credo abbia influito l’incertezza che ha accompagnato questo viaggio fino all’ultimo a causa delle condizioni di salute del Papa”. Secondo don Bragonzi “in Guatemala la Chiesa è un’istituzione credibile che ha sempre portato avanti una linea chiarissima di giudizio dell’operato del Governo. I comunicati dei vescovi guatemaltechi sono sempre puntuali. Uno degli ultimi prendeva a riferimento proprio l”hermano Pedro’, la cui figura riecheggia la scelta preferenziale della Chiesa verso i poveri. Essa rappresenta una presenza critica e profetica nel Paese. Le diocesi sono, poi, particolarmente vicine ai poveri, promuovendo progetti e attività di solidarietà e di promozione umana”. Ma se, da un lato, la Chiesa guatemalteca sta vivendo la nascita di vocazioni ‘autoctone’ dall’altro, deve fronteggiare la sfide delle sètte. Un vero problema pastorale”. La risposta a questa sfida è dare alla Chiesa un’immagine missionaria e sempre più vicina alla gente”. A riguardo, conclude il sacerdote, “nel novembre 2003, il Guatemala ospiterà il Congresso missionario delle Americhe è sarà un’altra occasione per lanciare l’immagine di una Chiesa missionaria che parte dalle tre ricchezze del Guatemala, la piccolezza, la povertà ed il martirio”.