FIDES: IL CARD. SEPE IN COREA, DAI MARTIRI “SPERANZE DI PACE E RICONCILIAZIONE”

Le “speranze di pace e riconciliazione che il vostro Paese sta da tempo perseguendo” vengono dall’esempio dei “tantissimi testimoni del Vangelo, che hanno bagnato con il loro sangue la terra dei vostri Padri, rendendola fertile mediante l’estremo sacrificio del loro martirio”. Lo ha detto il card. Crescenzio Sepe, prefetto della Congregazione per l’Evangelizzazione dei popoli, durante la sua visita apostolica alla Chiesa coreana, iniziata oggi con la Messa celebrata dal porporato a Seul, presso il Santuario dei martiri coreani. “Vi porto innanzitutto il paterno e affettuoso saluto del Santo Padre, che vi ama e ricorda con speciale intensità le due visite apostoliche che ha compiuto in questa cara terra di Corea”, ha esordito il cardinale, che ha poi aggiunto: “Ho voluto cominciare la mia prima visita apostolica alla diletta Chiesa cattolica di Corea da questo luogo che emana santità…Qui è custodita la memoria di tantissimi testimoni del Vangelo, che hanno bagnato con il loro sangue la terra dei vostri padre, rendendola fertile mediante l’estremo sacrificio del loro martirio. E’ questa la vostra gloria, che si espande nel mondo intero”. “Vengo come pellegrino – ha continuato Sepe – ma vengo, pure, a invocare la protezione dei martiri per le speranze di pace e di riconciliazione che il vostro Paese sta da tempo perseguendo”. I 103 martiri coreani – fra i quali Andrea Kim, il primo prete coreano, e Paul Chong, apostolo laico – furono uccisi nelle violente ondate di persecuzioni subite dalla Chiesa cattolica intorno alla seconda metà dell’Ottocento: solo nel 1884, ricorda infatti Fides, venne accordata ai cattolici la libertà di culto. Giovanni Paolo II ha canonizzato 103 martiri coreani nel 1984, durante la sua visita in Corea.