” “”Una fondazione antiusura in ogni regione d’Italia” che sia “punto di riferimento e raccordo con le fondazioni provinciali e locali per una presenza capillare e incisiva sul territorio”: è l’auspicio espresso oggi al Sir da mons. Alberto D’Urso, segretario nazionale della Consulta antiusura che, presieduta da padre Massimo Rastrelli, comprende 15 fondazioni impegnate nella lotta contro questa emergenza sociale. Stamani il direttivo riunito a Bari ha approvato le modifiche allo statuto necessarie per ottenere l’iscrizione della Consulta all’albo presso il ministero dell’Economia e finanza, al fine di usufruire dei benefici previsti dalla legge 108/96 a favore di persone a rischio di usura nelle regioni del nostro Paese ancora prive di fondazioni. “Laddove non esistono ancora fondazioni, o dove esistono sulla carta ma non sono ancora operative, se riconosciuta dal ministero, la Consulta potrà prendere in considerazione le eventuali richieste di aiuto, svolgendo così, dove necessario, un temporaneo ruolo di supplenza”, spiega ancora mons. D’Urso, riferendosi in particolare a Sicilia e Sardegna. Durante l’incontro sono stati accolti ufficialmente come nuovi associati le 18 fondazioni che ne avevano fatto richiesta; è ancora in corso l’esame di altre analoghe richieste. E’ stato reso noto inoltre che ammonta a 464.820 euro il contributo stanziato dalla Conferenza episcopale italiana per favorire la nascita di altre fondazioni negli Abruzzi, in Veneto e in Val d’Aosta. “La piaga dell’usura commenta mons. D’Urso è un’autentica emergenza diffusa in tutta Italia. Dal 1995 le fondazioni antiusura hanno prestato aiuto a circa diecimila famiglie; nel triennio 1998-2001, grazie ai fondi previsti dalla legge 108/96, sono stati erogati 76 miliardi e 500 milioni di vecchie lire. Ciò non è però sufficiente: l’aumento allarmante di richieste di aiuto dimostra che è necessaria una capillare opera di educazione all’uso responsabile del denaro”.