” “Ai “numerosi indigeni” presenti alla canonizzazione di quello che è stato chiamato “il santo degli indios”, svoltasi oggi a Città del Guatemala, il Papa ha espresso “stima e vicinanza”, incoraggiandoli a “superare con speranza le situazioni difficili” e a costruire “con responsabilità il futuro”, lavorando “per il progresso armonico dei vostri popoli”. “Meritate ogni rispetto ha aggiunto il Santo Padre e avete diritto a realizzarvi pienamente nella giustizia, nello sviluppo integrale e nella pace”. “Un uomo di profonda preghiera, un luminoso esempio per i cristiani di oggi”: queste altre espressioni usate dal Papa per fratel Pedro, che “si distinse per aver praticato la misericordia con spirito umile e vita austera”. “Fu veramente un fratello di chiunque viveva nella necessità ha sottolineato il Pontefice e si impegnò con tenerezza e immenso amore alla loro salvezza”, dimostrando così che “la giustizia che perdura è quella che si pratica con umiltà, condividendo di cuore la sorte dei fratelli, seminando ovunque lo spirito di perdono e misericordia”. Sul piano più strettamente spirituale, secondo il Papa, la vita e le opere di Pedro de Betancur ricordano ai fedeli di oggi che anche nel terzo millennio “è necessario un cristianesimo che si distingua innanzitutto nell’arte della preghiera”: di qui l’esortazione del Santo Padre “a tutte le comunità cristiane, del Guatemala e degli altri paesi, ad essere autentiche scuole di preghiera, nelle quali pregare sia parte centrale di ogni attività. Un’intensa vita di pietà ha assicurato, infatti, Giovanni Paolo II – produce sempre frutti abbondanti”. ” “” ” ” ”