ACQUA; CONTRATTO MONDIALE: “ANCHE IN ITALIA LA PRIVATIZZAZIONE STA MERCIFICANDO LE RISORSE IDRICHE”

“La privatizzazione delle acque nel nostro Paese sta avvenendo nel più completo silenzio e la disinformazione totale dell’opinione pubblica, ma saranno i cittadini a pagarne tutte le conseguenze”. E’ la denuncia emersa oggi a Roma dal seminario “L’accesso all’acqua in Italia. I nuovi scenari ed il ruolo degli enti locali”, organizzato dal Comitato italiano per un Contratto mondiale sull’acqua, dal Cipsi, in collaborazione con il Forum dei parlamentari sull’acqua. Proprio in un periodo in cui l’emergenza siccità sta mettendo in ginocchio diverse regioni italiane, gli organizzatori puntano in dito, in particolare, contro l’articolo 35 della legge finanziaria, che impone alle Regioni di privatizzare le aziende municipalizzate che gestiscono le risorse idriche, tanto da rendere l’Italia, come ha detto l’economista Riccardo Petrella, segretario del Comitato internazionale per un Contratto mondiale sull’acqua, “il Paese con la situazione più negativa in tutto il mondo, perché impedisce l’esistenza della gestione diretta delle acque. In questo modo le dieci più grandi multinazionali dell’acqua, controlleranno anche gran parte delle acque italiane”. Petrella ha ricordato gli effetti della privatizzazione dell’acqua nel mondo: innanzitutto “la riduzione dell’acqua deve a merce, mentre dovrebbe essere considerata un diritto insostituibile per la vita; inoltre saranno sempre più i soggetti privati a decidere l’allocazione delle risorse, e questo avverrà in funzione dei loro interessi e non del bene comune”. A livello italiano, per opporsi all’articolo 35 della finanziaria, alcune Regioni e molte amministrazioni comunali stanno avviando iniziative, come il ricorso alla Corte costituzionale per incostituzionalità della legge (che andrebbe ad espropriare le Regioni del loro potere di regolamentare la materia), e referendum abrogativi delle leggi regionali (in Lombardia). Anche la Campagna nazionale “Acqua: bene comune per l’umanità” (sono state raggiunte le 10.000 firme del Manifesto sull’acqua, da parte di associazioni ed enti locali) proporrà una raccolta di firme per un referendum che chiederà l’abolizione dell’articolo 35 della legge finanziaria. Inoltre, in vista della terza Conferenza su clima e ambiente che si svolgerà a Johannesburg dal 26 agosto al 2 settembre 2002, verrà attuata una campagna di sensibilizzazione inviando lettere ed e-mail al segretario generale del vertice, per protestare contro la privatizzazione e la mercificazione dell’acqua in tutto il mondo.