S.Pietro? Ha “un valore simbolico” di “una lira”, ma “non credo proprio che arriveremo a venderlo, come qualcuno scrive che l’Italia potrebbe fare con il Colosseo…”. Ha scelto una battuta, il card. Sergio Sebastiani, presidente della Prefettura degli Affari Economici della Santa Sede, per rispondere alla domanda di un giornalista su come colmare il disavanzo del bilancio della Santa Sede, che per il 2001 ammonta ad oltre 6 miliardi di lire. Nel corso della presentazione dell’ultimo bilancio consuntivo della Santa Sede alla stampa, Ivan Ruggiero, ragioniere generale della Prefettura, ha informato che “il patrimonio immobiliare vaticano ha un valore contabile di 1.300 miliardi”, e che in esso sono compresi “simbolicamente” anche tesori inestimabili come la Basilica di S. Pietro, contabilizzati in bilancio per una lira ciascuno, che “probabilmente l’anno prossimo verrà trasformata in un euro”, ha scherzato Sebastiani. Il valore “reale” e di mercato del patrimonio immobiliare vaticano – ha precisato però Ruggiero – è molto più alto: “gli immobili a reddito sono valutati intorno ai 500-600 miliardi, di fronte a valutazioni che attualmente ammontano a cifre tre volte e mezzo superiori”. Nell’esercizio 2001, il settore immobiliare ha registrato un avanzo di quasi 25 miliardi, inferiore di quasi cinque miliardi rispetto a quello del 2000, a causa delle spese per riparazioni e manutenzioni, aumentate del 20%. E’ il settore delle “istituzioni mediatiche collegate con la Santa Sede” – di cui fanno parte Radio Vaticana, Osservatore Romano e Centro Televisivo Vaticano – che nel primo anno post-giubilare ha subito un “aumento del disavanzo”, passato dai 37 miliardi e 711 milioni del 2000 ai 41 miliardi e 895 milioni del 2001: su questa parte del bilancio, ha informato Sebastiani, “la voce che ha inciso di più è quella relativa alla gestione del personale”. Stabili, infatti, le cifre relative a Radio Vaticana (40 miliardi) o al Ctv, “quasi in pareggio”. Ad una domanda su un possibile “crollo” delle offerte del clero americano in seguito ai recenti casi di pedofilia, Sebastiani ha risposto che “dal ’92, quando sono iniziate, le offerte sono aumentate di due miliardi l’anno, ma nessuno bilancio consuntivo contiene dati per il futuro”.