In una dichiarazione comune rilasciata oggi, la Conferenza episcopale tedesca e il Consiglio della Chiesa evangelica si sono pronunciate sul prossimo vertice mondiale di Johannesburg per lo sviluppo sostenibile. Per le Chiese tedesche, si tratta di “una questione di sopravvivenza per il futuro dell’umanità”: pertanto, “lo sviluppo economico, la giustizia sociale e la tutela ambientale debbono essere armonizzate, con la volontà di soddisfare le necessità delle attuali generazioni, senza pregiudicare le condizioni di vita di quelle future”. Le Chiese tedesche dichiarano di vedere nel concetto di sviluppo sostenibile l'”espressione della responsabilità cristiana per una giustizia che comprende le generazioni presenti e future di tutto il mondo. L’aumento del divario tra poveri e ricchi in tutto il mondo”, un minor interesse verso le “questioni relative all’ecologia e alla politica per lo sviluppo”, un'”insufficiente” attenzione verso “gli effetti dell’azione umana sull’ambiente” sono osservate “con preoccupazione” dalle Chiese. “Agenda 21”, il piano globale di azione per il 21° secolo, “e gli altri accordi costituiscono tutt’ora una base irrinunciabile per una politica responsabile per il futuro”. Queste le “priorità” individuate dalle Chiese tedesche: “lotta alla povertà, tutela dell’ambiente a livello globale, costruzione di un’economia di mercato ecologico-sociale a livello nazionale e globale, aumento degli aiuti per lo sviluppo”. Confermando il loro impegno “da tempo su questi fronti”, le Chiese ribadiscono il proprio “dovere di intensificare” gli sforzi sulla base dei concetti cristiani di fede nel creato e di immagine dell’uomo. Il documento esalta “il modello di sviluppo sostenibile” come “essenza dell’etica sociale cristiana” e afferma che “l’immagine cristiana dell’uomo offre numerosi spunti per migliorare la qualità della vita”. Le Chiese sottolineano l’importanza del “comportamento esemplare”, ossia la “manifestazione della fede nel creato nell’azione quotidiana” e “incoraggiano tutti i cristiani a testimoniare in modo risoluto l’amore di Dio verso la Creazione”; in tal senso, chiedono dalle delegazioni che parteciperanno al vertice “un segno deciso”, assumendosi “la responsabilità nei confronti della politica del 21° secolo”.