VERTICE DI JOHANNESBURG: S. MORANDINI (FONDAZIONE LANZA), “STIMOLO A RIPENSARE STILI DI VITA E MODELLI DI CONSUMO”

” “Il vertice mondiale di Johannesburg sullo sviluppo sostenibile può rappresentare l’occasione giusta per ripensare stili di vita e modelli di consumo e suscitare nell’opinione pubblica mondiale una più attenta riflessione ambientale. E’ quanto sostiene Simone Morandini, teologo ed esperto di etica ambientale della Fondazione Lanza di Padova, commentando i lavori del vertice sulla terra che si apre oggi nella capitale sudafricana.” “”Non darei per scontato il fallimento del vertice – dichiara in un’intervista sul prossimo numero del Sir, Morandini -. Certo le premesse non sono rosee. Sono convinto che Johannesburg lascerà un segno in buona parte dell’opinione pubblica prima ancora che nelle strategie politiche”. “ll vertice – prosegue l’esperto – è chiamato a coniugare la dimensione ambientale con quella della giustizia sociale ed economica. I documenti, i Forum preparatori, i testi elaborati da vari organismi, inclusa la Chiesa cattolica con il Pontificio Consiglio ‘Giustizia e Pace’, ricordano che non si può parlare di ambiente senza affrontare il tema della distribuzione delle risorse”. Secondo Morandini, infatti, “le misure elaborate 10 anni fa alla conferenza mondiale su ambiente e sviluppo a Rio de Janeiro vedono una crisi di implementazione, gli organismi internazionali sembrano sempre più esautorati dalle politiche di singoli Stati orientate ad una globalizzazione liberista. E questo non favorisce né l’ambiente né la giustizia sociale”. ” “A riguardo “qualcosa di positivo potrebbe venire dall’Unione Europea, l’unico soggetto capace, al momento, con le Ong e alcuni Paesi più colpiti dalla crisi ecologica, di pronunciare parole forti al vertice. Senza dimenticare, poi, il magistero papale”. Ma sull’esito del summit grava l’assenza del presidente americano George Bush: “Questo è il vero problema che peserà non poco sui lavori dei delegati – conclude Morandini -. Gli Stati Uniti sono la massima potenza economica ed industriale, controllano il mercato dell’economia planetaria e sono tra i maggiori consumatori di risorse ambientali ma rifiutano di assumersi questa responsabilità”.” “