ALLUVIONE DI PRAGA: CARD. VLK, “LA FURIA DELLE ACQUE È UN SEGNO: CI DICE CHE NON SIAMO I PADRONI DELLA NATURA”

” “L’alluvione che nei giorni passati ha colpito con violenza la Repubblica ceca è “un segno che dice che noi non siamo i padroni della natura”. A parlare è il card. Miloslav Vlk, arcivescovo di Praga, che in un’intervista al Sir racconta come la Chiesa ha vissuto i giorni di alluvione. L’arcivescovo descrive i danni provocati dalla furia delle acque: case distrutte, famiglie sul lastrico, parrocchie alluvionate. Sono fenomeni che chiamano “l’uomo – dice l’arcivescovo – al rispetto delle leggi che il creato si è dato. Se continuiamo invece ad essere arroganti ed aggressivi di fronte alla natura, colpiremo un’armonia che non si può squilibrare. Quello che è successo diventi allora per tutti un monito a diventare più umili”. Il cardinale aggiorna sulla situazione del suo Paese. “Adesso – dice – il peggio è passato ma il disastro che l’alluvione ha provocato rimane e, calato il livello delle acque, si manifesta in tutta la sua gravità. Si calcola che i danni si aggirino intorno ai 60-90 miliardi di corone”. “La Chiesa – racconta il card. Vlk – ha subito mobilitato le Caritas diocesane che hanno creato delle Commissioni di emergenza, per l’aiuto alle persone e la raccolta dei mezzi necessari per affrontare il disastro”. Tutti i vescovi hanno visitato il paese. Lo stesso arcivescovo di Praga si è recato in tante parrocchie finite sotto l’acqua e verificato la situazione sul posto. La Conferenza episcopale ha lanciato una raccolta di fondi che si è svolta in tutte le parrocchie del Paese domenica scorsa. “Ma abbiamo soprattutto invitato i sacerdoti – dice Vlk – a mettersi a servizio della gente. I più giovani hanno partecipato agli aiuti umanitari e collaborato con i comuni. E’ importante essere presenti tra la gente per dare speranza perché passato lo choc del primo momento ora ci si chiede come ricostruire”. L’arcivescovo si dice infine particolarmente colpito dalla “valanga di solidarietà che si è manifestata tra la gente in questi giorni di prova”. Ora – aggiunge – è importante credere che quanto è successo “non è una punizione di Dio ma un segno che chiama ad una conversione ecologica, al rispetto della natura e all’umiltà”.