” “E’ quanto sostiene padre Sergio Sala, della delegazione dei Gesuiti, presente a Johannesburg per i lavori del Vertice mondiale sullo sviluppo sostenibile. “Secondo noi ha dichiarato al Sir il gesuita in questo Vertice i poveri non sono abbastanza rappresentati. Per questo qui a Johannesburg stiamo premendo a tutti i livelli, politico, diplomatico, religioso e sociale, perché si adottino leggi e proposte a favore dei poveri. Se si vuole trattare veramente di sviluppo sostenibile, bisogna conoscere ciò che accade in tanti Paesi del mondo. Alla voce del mondo diplomatico e politico deve aggiungersi anche quella di chi lavora quotidianamente a contatto con le popolazioni povere come volontari, religiosi, Ong e associazioni varie. E questo sembra non accadere a Johannesburg”. Secondo il gesuita i lavori del Vertice “stanno vivendo una fase di stallo. L’impressione è che i delegati stiano aspettando i Capi di Governo per portare avanti le trattative. I gruppi di discussione, inoltre, sono abbastanza riservati e molti incontri sono a porte chiuse”. Tuttavia, aggiunge padre Sala “ciò non impedisce, ad esempio, di raggiungere delle intese bilaterali tra Stati africani sulla base delle quali i vari Governi potranno legiferare. Ci sono poi una serie di proposte per lo sviluppo sostenibile avanzate da studiosi ed esperti che premono perché queste vengano realizzate. Un esempio è la macchina ad idrogeno”. “Sul piano delle idee conclude Sala – il Summit sta offrendo molto. Ma ciò che sembra mancare è la volontà politica di tradurle in fatti concreti”.” “” “