” “Una proposta “per ora informale” di celebrare una “Giornata del dialogo cristianoislamico” nell’ultimo giorno del Ramadan musulmano che quest’anno cade il 29 novembre. A lanciarla sono i firmatari di un “appello ecumenico” che fu lanciato lo scorso anno per chiedere ai leader della chiese italiane di istituire una “Giornata del dialogo cristiano-islamico”. “L’intenzione spiega al Sir uno dei promotori dell’iniziativa, il teologo cattolico, Brunetto Salvarani – è proseguire sulla intuizione di Giovanni Paolo II che lo scorso anno il 14 dicembre (fine del Ramadan) ha indetto un giorno di digiuno per chiedere a Dio una pace stabile nel mondo”. Tra i firmatari dell’appello che ha ricevuto centinaia di adesioni in tutta Italia, ci sono teologi cattolici, pastori protestanti, studiosi dell’Islam. Tra questi Tonio Dell’Olio di “Pax Christi”, Antonio Nanni delle Acli, Maria Vingiani del Sae (Segretariato attività ecumeniche), Paolo Naso, di “Confronti” e Dachan Mohamed Nour, presidente nazionale dell’Ucoii (Unione delle comunità islamiche in Italia). Alla vigilia del primo anniversario dell’11 settembre, i firmatari di quell’appello hanno diffuso un nuovo comunicato per dire che oggi “è più che mai importante rilanciare lo spirito del dialogo, per impedire che la logica dello ‘scontro di civiltà’ prevalga sia nei rapporti sociali sia in quello fra gli Stati”. “E’ passato un anno dall’11 settembre si legge nel testo -. Il mondo è purtroppo in guerra. Scenari foschi si addensano all’orizzonte per nuove e più micidiali guerre che vengono prospettate cercando di avvalorarne la ineluttabilità”. Ai firmatari dell’appello preoccupa soprattutto “chi, oggi, molto più di un anno fa, soffia sul fuoco delle differenze religiose, sulle presunte ‘incompatibilità’ fra Islam e cristianesimo”. “Noi riteniamo invece si legge ancora nel comunicato – che il dialogo fra cristiani e musulmani, come quello fra cristiani ed ebrei e fra ebrei e musulmani, non solo è possibile ma è l’unica strada che consentirà all’Italia e al mondo di avere un avvenire di pace. Altrimenti semplicemente non ci sarà più ‘storia’”.