” “”Siamo qui a ricordare per tornare a sperare. Dobbiamo credere che, nonostante i terrificanti progetti di morte che molti uomini coltivano e attuano, per vie paradossali e misteriose Dio prepara la vittoria finale del diritto e della giustizia perché “il giusto vivrà per la sua fede”“: lo ha detto nell’omelia della messa di suffragio delle vittime dell11 settembre l’arcivescovo di Torino, card. Severino Poletto. “La guerra ha aggiunto, con chiaro riferimento all’Iraq – non è mai la soluzione dei problemi che affliggono i popoli della terra. Ci sono persone e nazioni che possono davvero costituire un pericolo per l’umanità, ma si devono perseguire tutte le alternative alla guerra per fermare individui o nazioni pericolose senza far correre rischi mortali a persone civile e innocenti. Decisioni di così grande responsabilità nei confronti di tutta l’umanità non devono essere lasciate in mano ad una sola nazione, ma sono competenza di qualificati organismi internazionali, come l’Onu, che deve finalmente diventare più efficace è più incisivo nel riuscire a farsi carico di tutti i problemi dell’umanità intera”. Anche il vescovo di Piazza Armerina, mons. Michele Pennisi, nella omelia della celebrazione odierna ad Enna, sottolinea che i fatti dell’11 settembre hanno riproposto al mondo questioni “radicali e drammatiche” cui bisogna dare risposta, tenendo presente che “il male, il veleno, il peccato originale (come lo chiamiamo noi cristiani) è radicato nel cuore dell’uomo e si esprime in vari modi: egoismo, violenza, terrorismo, vendetta, ingiustizia, intolleranza, fanatismo che talvolta può assumere false parvenze religiose”. Mons. Pennisi ha sottolineato che “la Parola di Dio immette nel nostro cuore una grande speranza e ci dice che l’uomo, assieme alla capacità del male, porta nel suo cuore una grande capacità di bene che scaturisce dall’apertura al Mistero di Dio”.