11 SETTEMBRE, UN ANNO DOPO: NOTA SIR

” “Pubblichiamo il testo integrale della nota del Sir in occasione dell’anniversario degli attentati contro gli Stati Uniti. Ha usato parole chiarissime ed inequivocabili il Papa, l’11 settembre, un anno dopo. E’ la sintesi di un’ininterrotta riflessione, iniziata immediatamente dopo la tragedia, e coerente con un messaggio che da decenni scuote le coscienze e apre orizzonti di speranza in tutto il mondo. Ha ribadito una condanna totale e senza appello del terrorismo, che nulla può mai giustificare. Ha ripetuto con chiarezza che “la sopraffazione, la violenza armata, la guerra sono scelte che seminano e generano solo odio e morte”, che “soltanto la ragione e l’amore sono mezzi validi per superare e risolvere le contese tra le persone e i popoli”. Parla di verità, di giustizia, di libertà e di pace, Giovanni Paolo II, mentre ricorda nella preghiera le vittime. E sono parole vere, che impegnano tutti. Dice il Papa: “Bisogna costruire insieme una cultura globale della solidarietà, che ridia ai giovani la speranza nel futuro”. E’ la via per dare una risposta di civiltà alla barbarie del terrorismo, ma anche per dare risposta “alle scandalose situazioni di ingiustizia e di oppressione, che continuano ad affliggere tanti membri della famiglia umana”. E’ qui il grande punto della politica mondiale, un anno dopo. Come “avviare nuove iniziative politiche ed economiche capaci di risolvere le scandalose situazioni di ingiustizia e di oppressione” che dividono e dilaniano il mondo. Intendiamoci bene: questo non significa assolutamente giustificare anche alla lontana, con fumosi sociologismi, gesti aberranti, il terrorismo suicida ed omicida, che purtroppo continua a insanguinare tanti paesi. Ma lo contestualizza. E dice che una risposta radicale a questa “aberrazione” non può non passare da grandi, lungimiranti orizzonti politici ed etici. In concreto è oggi la grande sfida per gli Stati Uniti, l’unica superpotenza, che deve scegliere, ha la responsabilità della leadership. Non è una scelta facile. Può scegliere l’unilateralismo. Ma le brevi, toccanti, sentite parole del Papa dimostrano che ci sono tutte le condizioni per fare oggi, un anno dopo, grandi scelte di civiltà e chiamare tutta la “famiglia delle nazioni” a condividerle.