” “Alla luce di quanto emerso durante la Consultazione Ccee-Kek nei giorni scorsi a Ottmaring (Germania), la lettera alle Chiese indica alcune prospettive di lavoro futuro. Le Chiese sottolineano “l’importanza” di impegnarsi su “alcuni temi-chiave” come “la povertà e l’esclusione sociale in Europa, gli effetti delle migrazioni e dei rifugiati politici, l’ambiente e l’integrità della creazione”. Nella lettera i membri del Ccee e della Kek chiedono alle Chiese di “usare la Charta come base per continuare ed approfondire il dialogo teologico, specialmente sulla natura e la missione della Chiesa e il sacramento dell’Eucarestia”. “Ci chiediamo si legge ancora nel testo diffuso oggi quanto forti siano i legami di comunione tra le Chiese in e al di là dell’Europa e come essi possano influire sulle risposte alle travagliate regioni dell’Europa, del Medio Oriente e in ogni luogo”. Altro terreno di impegno comune per le Chiese è il riconoscimento della testimonianza di “coloro che sono morti per Cristo, specialmente nel XX secolo”. Nella lettera, le Chiese esprimono anche la loro gratitudine alla Charta per aver “incoraggiato le Chiese ad intensificare il dialogo con i rappresentanti dell’ebraismo e dell’Islam”. Ed aggiungono: “Siamo anche più consapevoli dei particolari contesti di difficoltà storiche e culturali all’interno dei quali alcune Chiese cercano di proseguire questi dialoghi”. Il processo di ricezione della Charta si è diversificato in questo anno a seconda delle singole esperienze e vita delle Chiese. “Laddove c’è un lunga e stabile cooperazione tra le Chiese sintetizza la lettera la Charta può agire come sprone per aiutarci ad evitare ogni compiacenza e rivitalizzare la nostra missione ed il nostro servizio. Nei luoghi invece dove le relazioni tra le Chiese possono essere più tese e meno facili, la Charta può aiutare a restaurare la fiducia ed approfondire l’amicizia”. L’invito alle Chiese è di trovare “esempi concreti” di implementazione della Charta nei particolari contesti locali, ricordando che “più è guardata come qualcosa di donato che non di imposto, più feconda può essere al servizio della nostra missione nel tempo che verrà”.