Sarà presentato domani 13 settembre, in contemporanea in 13 Paesi del mondo, il “Landmine Monitor Report 2002” della Campagna internazionale contro le mine. In Italia la conferenza stampa si terrà a Roma (ore 11.00 presso la Associazione Civita, piazza Venezia 11). “Il ‘Land Mine Monitor Report 2002’ spiega al Sir Antonio Dell’Olio, presidente della Campagna italiana contro le mine – raccoglie in 923 pagine il lavoro di 115 ricercatori in 90 Paesi e presenta dati e informazioni su chi ha usato le mine antipersona in quest’ultimo anno; chi continua a produrre ed esportare mine; chi detiene arsenali e chi sta distruggendo; quali Paesi sono minati e quali azioni si stanno intraprendendo per bonificarli; dove il numero delle vittime è in aumento e dove in diminuzione e cosa si sta facendo per aiutare i sopravvissuti”. Circa l’impegno dell’Italia nelle opere di sminamento, Dell’Olio osserva che “sono stati messi in atto provvedimenti molto positivi. Ma questo non basta. È importante che passi il concetto che chi ha più minato, più deve essere impegnato nello sminamento. Un’opera questa che non è solo bonifica dei territori, ma soprattutto attenzione verso le persone e l’ambiente che hanno sofferto e soffrono per le mine”. Dagli ultimi dati emerge che in Italia sono state stoccate 6.529.809 mine; distrutte (al 30 aprile 2001) 4.323.299; ne risultano ancora 2.206.510 da distruggere. Il Trattato di Ottawa per la messa al bando delle mine è stato ratificato finora da 119 Paesi. I grandi assenti sono Stati Uniti, Cina, Russia, Turchia, Egitto, Finlandia (unico Stato dell’Unione Europea). La presentazione di domani precede il 4° Meeting degli Stati Parte che si terrà a Ginevra dal 16 al 20 settembre prossimi. Alla conferenza stampa interverranno, tra gli altri, Antonio Dell’Olio, presidente della Campagna italiana contro le mine, Nicoletta Dentico, direttore della sezione italiana di “Medici senza frontiere”, il generale Fernando Termentini, esperto di bonifica umanitaria, tornato ieri, 11 settembre, da una missione in Afghanistan.