” “”Se facciamo scorrere le immagini di precedenti edizioni di feste gay, ci viene il sospetto che al di sotto di certe volgarità, c’è un tale forte bisogno di ostentazione da far pensare ad una sorta di sostanziale insicurezza. E’ come dire che la diversità ha paura della diversità. Ma questo è l’avvio per l’autoemarginazione, che invece non giova a nessuno. Converrebbe pensarci”. E’ quanto scrive Nicola Paparella, direttore de “L’Ora del Salento”, settimanale della diocesi di Lecce, commentando la decisione di ospitare, il prossimo giugno, a Bari, l’edizione 2003 del ‘Gay pride’. L’auspicio, si legge nell’editoriale che verrà pubblicato sul prossimo numero del settimanale, è, invece, che “la cultura della diversità permetta di valorizzare le differenze e di trasformare i tabù in progetti di solidarietà e di partecipazione”. Il settimanale ospita anche una riflessione di Mario Signore, esperto di filosofia morale, per il quale “non è pensabile una morale per l’omosessuale come non è accettabile una morale per la donna, o per l’uomo di colore, se non in una logica di pregiudiziale discriminazione, che sotto la copertura del moralismo nasconde tensioni razziste, antidemocratiche e di incomprensione della diversità”. Tuttavia spiega il filosofo, “la sanzione morale è diretta all’azione e al comportamento senza ulteriori discriminanti. In questa direzione è sanzionabile moralmente ed anche giuridicamente l’omosessuale che compie atti disordinati e di violenza nei riguardi dell’altro uomo, considerandolo come mezzo e non come fine, e quindi coartandone la dignità, o anche nei riguardi della natura. “L’essere omosessuale conclude – non predispone pregiudizialmente all’immoralità, ma esprime una diversità che merita di essere compresa e accolta, anche alla luce del valore morale della solidarietà umana”. ” “” “