” “”Non indulgere alle polemiche e alle invettive, ma cercare piuttosto di operare in termini realistici e costruttivi per porre fine alle situazioni di illegalità e per far sì che l’integrazione degli immigrati avvenga in forme congruenti con la nostra realtà sociale”. E’ la “ricetta” della Chiesa in materia di immigrazione, così come è stata illustrata dal card. Camillo Ruini, presidente della Cei, ai vescovi italiani, da oggi (fino al 19 settembre) riuniti a Roma per il Consiglio permanente. Citando le “pesanti accuse” rivolte “a persone e istituzioni della Chiesa” in questi giorni, Ruini si è limitato a commentare: “Non è necessario replicare a tali accuse, che non hanno fondamento e trovano semmai una paradossale motivazione nell’impegno meritorio che la comunità cristiana svolge sulla difficile frontiera dell’immigrazione. E’ importante invece, da tutte le parti, non indulgere alle polemiche e alle invettive e cercare piuttosto di operare in termini realistici e costruttivi per porre fine alle situazioni di illegalità e per far sì che l’integrazione degli immigrati avvenga in forme congruenti con la nostra realtà sociale”. Ricordando, inoltre, la nuova legge sull’immigrazione, approvata dal Senato l’11 luglio scorso, il presidente della Cei ha fatto notare che ad essa “sono seguiti i decreti per la regolarizzazione degli immigrati che hanno un contratto di lavoro”, oggetto delle cronache recenti. Ed proprio “il massiccio ricorso alle procedure di regolarizzazione, che va delineandosi al di elle previsioni”, ha osservato il cardinale concludendo la breve cronistoria in materia, “ha dato luogo anche a pesanti accuse, da parte di una di queste forze, a persone e istituzioni della Chiesa”. ” “