” “Tra le proposte concrete delle associazioni, la necessità di “ridare ruolo alle Nazioni Unite”, rafforzandone “democrazia, autorevolezza ed efficacia” e privilegiando “gli approcci locali, valorizzando anche i contributi di mediazione non governativi, affrontando tutti i conflitti, anche quelli interni quando violano la libertà delle popolazioni”. Da qui l’invito a “combattere autenticamente il commercio delle armi, adottando meccanismi di limitazione e controllo a partire dall’informazione su tutte le operazioni di vendita e acquisto” ed evitando ogni “copertura finanziaria pubblica a chi produce e vende le armi”. In materia di “governance globale” le associazioni chiedono di individuare “meccanismi di governance effettiva ed efficace, che coinvolgano le organizzazioni delle società civili del Nord e del Sud del mondo”, riformando le Nazioni Unite “ad esempio con l’istituzione di un Consiglio di sicurezza economico e sociale e con una riforma delle istituzioni finanziarie internazionali”. Sul tema del debito estero si chiede all’Italia di “sottoscrivere nel più breve tempo possibile i singoli accordi bilaterali di cancellazione in modo da rispettare la scadenza triennale prevista dalla legge” e di “ostacolare in ogni modo, attraverso forme di tassazione da studiare attentamente, le transazioni valutarie speculative al fine di concorrere alla regolamentazione del mercato finanziario internazionale”. Il manifesto chiede di riconoscere il diritto al cibo e di promuovere i modelli di agricoltura sostenibile, e che “la commercializzazione dei prodotti agricoli non sia soggetta alle regole del Wto”, anche “abolendo le sovvenzioni alle esportazioni di prodotti agricoli” del Sud del mondo verso i mercati del Nord. Altre proposte sono il sostegno, anche fiscale, alle “iniziative della società civile orientate al consumo, al risparimio socialmente responsabile e alla gestione non profit”, l’accesso ai farmaci tutelati da brevetti per le popolazioni del Sud del mondo, e regole comuni di tutela dell’ambiente.