BUDDISMO IN EUROPA: SOLO SU INTERNET I SITI SONO OLTRE UN MILIONE (SIREUROPA)

” “Non c’è che l’imbarazzo della scelta. Se si clicca sul web la parola francese “bouddhisme” i siti rilevati dai motori di ricerca sono migliaia: 95.500 quelli trovati da Yahoo; 13.555 da Altavista; 53.900 da Google. E se invece si preferisce la parola in versione inglese, i siti raggiungono e superano la quota del milione. A fare l’esperimento è stato Dennis Gira, professore all’Istituto parigino di scienze e teologie delle religioni che con questi dati ha aperto questo pomeriggio a Strasburgo la sua relazione sul panorama del buddismo in Europa. “Ogni riflessione sul buddismo in Europa – ha precisato Gira – deve considerare la varietà che esiste in questa complessa e ricca tradizione. Zen, buddismo tibetano, Thevarada…non sono che la punta di un iceberg formato da differenti forme di buddismo, ognuna delle quali poi ha molte scuole con differenti posizioni di fede e pratica buddista”. Le stime sociologiche parlano di un milione di seguaci. Le presenze più numerose in Europa si trovano in Francia (350 mila), in Germania (170 mila), Regno Unito (180 mila). Seguono l’Italia con 75 mila buddisti, l’Olanda (33 mila) e la Svizzera (25 mila). “Proprio perchè la presenza buddista in Europa è così complessa – ha spiegato Gira – è molto difficile trovare un partner nel dialogo che rappresenti più di un centro o un tempio”. “A livello locale però – ha aggiunto il professore – questa difficoltà è meno seria. Una parrocchia o un monastero può molto creare molto facilmente un rapporto con un gruppo di buddisti che vive in quel territorio”. Più complesso è “se una diocesi vuole entrare in dialogo con tutti i buddisti che vivono nella sua giurisdizione”. E più difficile ancora è “il dialogo con il buddismo a livello nazionale ed europeo”. A parere dell’esperto, c’è un altro fronte su cui si gioca il rapporto con i buddisti: è la conoscenza di questa tradizione religiosa da parte dei cristiani. “Conosco molti cristiani – ha detto Gira – che sono convinti che quasi tutti i gruppi buddisti siano delle sette”. Si tratta allora di “aiutare i cristiani ad approfondire il loro atteggiamento nei confronti delle comunità buddiste”.