” “Pubblichiamo il testo della nota Sir di questa settimana – Riprendono le attività ed a tutti il Papa ha ricordato che è “proprio nella ferialità che Iddio ci chiama a conseguire quella maturità della vita spirituale, che consiste proprio nel vivere in modo straordinario le cose ordinarie”. Sarà probabilmente proprio la ferialità, cioè la concretezza delle politiche pubbliche, il banco di prova di una politica che, anche durante l’estate, ha continuato a parlare con toni troppo spesso enfatici ed eccitati, dando ampio spazio alle propagande. Paradigmatica ancora una volta la vicenda del calcio, dai mondiali al calciomercato, fino ad inverare il vecchio detto latino: “vulgus vult decipi”: il popolo vuol essere ingannato. E’ proprio vero che tanti hanno staccato la spina, che preferiscono abbandonarsi al fluire del sistema della comunicazione e del consumo, col contorno dei neologismi rilanciati nel cicaleccio estivo, cioè di veline, letterine, prezzemoline e chi più ne ha più ne metta? La risposta non è chiara, né scontata: in mezzo c’è la necessità di capire ed anche di orientarsi tra le molteplici sfide. Anche perché la politica italiana non può non tener conto dell’orizzonte europeo e di una situazione internazionale, in cui, verso una guerra che ben pochi sembrano volere, forse il miglior alleato dell’attuale amministrazione americana è proprio il dittatore irakeno Saddam Hussein. Se il quadro internazionale è complesso tanto più che l’Unione sembra quasi voler procrastinare gli appuntamenti cruciali dell’allargamento e della ridefinizione istituzionale – in Italia l’impressione è che si resti alle prese con una rincorsa di emergenze. Emergenze contabili, certo, ma anche e soprattutto quella apparentemente interminabile coda della “transizione”, che in fin dei conti pone una questione di reciproca legittimazione tra gli schieramenti politici. Se questa viene meno, o è continuamente posta in discussione, ne consegue un tasso di conflittualità permanente, che peraltro trova alimento continuo nella stessa complessità dei problemi all’ordine del giorno. Difficile aspettarsi cambiamenti rilevanti nel breve volgere di questo autunno: gli attori in gioco, dal presidente del Consiglio all’opposizione “girotondina” a quella sociale, hanno confermato le loro posizioni e la scala delle loro priorità. Ma cresce la domanda di concretezza. La gente giudicherà evidentemente sulla base dei risultati e con una preoccupazione nuova. E’ quella sui conti e sui bilanci familiari, che sta serpeggiando in un corpo sociale in cui le distanze sembrano aumentare, con conseguenze, se confermate, imprevedibili nel medio periodo.” “