Dopo l’11 settembre è illusorio parlare di dialogo? “E’ proprio a partire dall’11 settembre – risponde al Sir il teologo musulmano Mohammed Amine Smaili (Marocco) – che si deve puntare sul dialogo. Dopo quella data, abbiamo ereditato la necessità di promuovere nel mondo una cultura nuova: quella che è capace di far convivere insieme e nella pace persone di diversi popoli e religioni”. Quello che è successo lo scorso anno a New York e Washington, “è un fatto triste, carico di sofferenza. Ma oggi – aggiunge Smaili – si deve anche comprendere che non si può mettere colpevoli e innocenti sullo stesso piano e che si deve fare delle distinzioni”. Anche il teologo musulmano condanna fermamente il terrorismo. “Nessuna religione – dice – può arrivare ad uccidere in nome di Dio. E non potrà mai farlo. Dio dona la vita e non può dare la morte. Gli assassini non hanno niente in comune con il Signore o l’Eterno. Non può esistere un uomo religioso, rispettabile, che ha ben studiato la sua religione, che possa essere integralista”.
Chiede invece alle religioni maggiore capacità di autoscritica Amos Luzzatto, presidente del’Unione delle Comunità ebraiche in Italia. “Se si interrogano le religioni, una ad una, sul loro impegno per la pace – afferma Luzzatto – tutte dicono di predicare l’amore tra gli uomini, la fede nel Trascendente e la fiducia in qualcosa che è sopra di noi e che ci conduce verso il bene. Se bastasse questo, il mondo dovrebbe essere un paradiso e invece non lo è. Evidentemente si tratta di sollecitare una riflessione anche tra coloro che essendo religiosi, credono nella pace, per cercare di capire come mai i principi di giustizia e riconciliazione non vengono applicati”. Luzzato non si dice pessimista.
“Credo – afferma – che il dialogo sia l’unica speranza comunque. Perché se non c’è il dialogo, si lascia aperta la strada alla violenza”. Ma “il dialogo – aggiunge il rappresentante degli ebrei itaiani – può alimentarsi anche se si guarda ai limiti del dialogo che si è sviluppato fino a questo momento, e alle sue insufficienze e verificare quindi da dove ripartire”.