VERSO L’11 SETTEMBRE: CRISTIANI, MUSULMANI ED EBREI, “È UN’OFFESA A DIO UCCIDERE MIGLIAIA DI PERSONE IN SUO NOME”

“Uccidere migliaia di persone nel nome di Dio è un’offesa verso Dio e verso gli uomini”. Lo ha detto il card. Walter Kasper, presidente del Pontificio Consiglio per l’unità dei cristiani, al quale il Sir ha chiesto di ricordare gli attentati di New York e Washington, a pochi giorni dall’anniversario dell’11 settembre. “La pace – dice il cardinale, a margine dell’incontro “Uomini e Religioni” di Palermo – è un valore fondamentale per i cristiani, per i musulmani e per gli ebrei”. L’incontro di preghiera per la pace che si è svolto quest’anno ad Assisi ed il meeting di Sant’Egidio sono, per il card. Kasper, “segni di grande speranza” che dicono che “siamo impegnati per la pace. E che tante persone, non solo discutono, ma pregano per la riconciliazione dei popoli”. In questo cammino, “i cristiani hanno molto da dare” perché – ricorda Kasper – “la pace è fondata sulla giustizia, la riconciliazione e il perdono che sono valori cristiani”. Da qui l’importanza senza precedenti del dialogo ecumenico. “In questo tempo – dice Kasper – se i cristiani sono divisi, non possono essere segno e strumento della pace”.
Il card. Roger Etchegaray ricorda invece che “non molto tempo fa le religioni si ingnoravano totalmente e si opponevano fino ad arrivare talvolta a farsi la guerra. Ora, per fortuna, grazie al Concilio Vaticano II, all’attuale papa e all’incontro di Assisi nel 1986, si è aperta una prospettiva nuova: è quella che nasce dall’impegno a riconoscere in ciascuna religione un valore proprio, dal desiderio di comprendere meglio il patrimonio degli uomini e delle donne di fede, e di conseguenza dal desiderio di promuovere incontri tra religioni”. Ma “il dialogo – aggiunge Etchegaray – non è qualcosa di formale. E’ un incontro difficile ma necessario che richiede tempo per ascoltare a fondo l’altro e compredere le sue ragioni”. (segue)