” “La Comunità di Sant’Egidio sta studiando la possibilità di realizzare il prossimo incontro di preghiera per la pace a Gerusalemme. Lo ha detto questa mattina il fondatore della Comunità, Andrea Riccardi, precisando comunque che “le parti invitanti devono essere gli israeliani e i palestinesi nonché le Chiese cristiane della Terra Santa”. Riccardi ha ricordato che già nel 1995 la Comunità di Sant’Egidio scelse Gerusalamme come sede del Meeting “Uomini e Religioni” al termine del quale i partecipanti piantarono tre ulivi. “Gerusalemme – ha assicurato Riccardi – sta a cuore a tutti gli uomini di religione e sta a cuore alla Comunità di Sant’Egidio. Abbiamo molti contatti non solo con i mondi religiosi e si è riflettuto molte volte su una nostra presenza lì. Ma abbiamo anche pensato che la scena era forse un po’ troppo affollata e, da vecchi mediatori, sappiamo che in questi casi non è bene creare nuovi attori. Devo dire comunque che dal profilo religioso, ci stiamo pensando da vari anni”. Il meeting si concluderà questa sera con una solenne preghiera per la pace. Riccardi ha tracciato un bilancio positivo della manifestazione, ricordando che dopo i tragici fatti dell’11 settembre, in molti si sono chiesti: “a che cosa serve il dialogo, a cosa servono gli incontri interreligiosi e gli appelli alla pace?”. “Lungo questo periodo – ha aggiunto il fondatore della Comunità di Sant’Egidio – ci siamo convinti che era necessario non meno dialogo, ma più dialogo”. La comunità ha così scelto Palermo come sede del 16° incontro internazionale di preghiera per la pace, perché “Palermo è terra di confine tra l’Occidente europeo e l’Oriente arabo musulmano”. “Mi sembra – ha aggiunto Riccardi – che in questi giorni tanti uomini e donne di religione, ebrei, cristiani e musulmani, abbiano confermato il loro interesse a continuare il dialogo”. “I cambiamenti nei mondi religiosi – ha concluso Riccardi – sono estremamente lenti perché sono cambiamenti del profondo. Chi lavora per il dialogo ha bisogno di una pazienza, direi da era-geologica, della tenacia a non lasciarsi chiudere, del coraggio di spingere in avanti”. Il prossimo appuntamento è tra Terni e Perugia nel prossimo mese di ottobre dove cattolici e ortodossi russi rifletteranno su Chiesa e povertà. Saranno presenti il metropolita Kirill del Patriarcato di Mosca e Jean Vanier.