” “Hanno ammesso di aver fatto troppo poco per la pace, dopo l’11 settembre e di non aver lavorato “seriamente” per preservare la religione dagli effetti delle violenze. Hanno riconosciuto la propria paura ad aprirsi al dialogo ecumenico. Hanno sottolineato i limiti di una comunità che relega ai margini le donne e i poveri. E’ successo ieri sera nell’ottocentesco Teatro Politeama di Palermo dove cristiani, ebrei e musulmani sono stati invitati a fare “un’autocritica delle religioni”, in una tavola rotonda promossa nell’ambito del meeting “Uomini e Religioni” della Comunità di Sant’Egidio. “E’ l’amore alle nostre religioni – ha detto il card. Walter Kasper, presidente del Pontificio Consiglio per l’unità dei cristiani – che ci ha spinto questa sera a fare questa autocritica”. “Dopo l’11 settembre – ha chiesto il rabbino francese René Samuel Sirat, della Conferenza dei rabbini d’Europa – a parte le condanne ad ogni forma di terrorismo e violenza, che cosa abbiamo fatto per evitare che una simile situazione potesse ripetersi? L’11 settembre, è successo qualcosa di terribile che abbiamo condannato tutti. Dobbiamo ora interrogarci se potevamo fare di più”. Il rabbino francese ha ricordato il conflitto tra Israele e Palestina a causa del quale – ha detto – “non c’è stato un solo giorno di pace su questa terra”. Anche il teologo musulmano Mehmet Aydin (Turchia) ha ammesso: “la maggior parte di noi preferisce rimanere in silenzio di fronte ai grandi problemi del mondo come le guerre ingiuste, la pulizia etnica, il secolarismo militante, la corruzione morale”. (segue)” “” ” ” ” ” ” ” ”