VERTICE DI JOHANNESBURG: SANTA SEDE, NUOVO APPELLO ALLA “CONVERSIONE ECOLOGICA” E ALLA “SOLIDARIETÀ GLOBALE” (2)

” “La povertà assoluta, ha proseguito Martino intervenendo al vertice di Johannesburg, “continua ad affliggere troppi popoli nel mondo”, privi “dell’accesso ai servizi sociali di base”, come “acqua pulita, diritto alla salute o alla sicurezza”: senza contare i bambini “privi di educazione” e interi popoli alle prese con “devastazioni”, siccità e malattie mortali come l’Aids o la malaria. E’ per questo che oggi, ha affermato Martino, la “priorità” nel contesto della solidarietà va data “non solo al pieno sviluppo di tutti i popoli”, ma alla lotta contro la povertà, che “non può più essere definita oggi in termini puramente economici”. “Nessuna parte o membro della famiglia umana – è, infatti, l’appello della Santa Sede – dovrebbe essere ridotta a vivere in condizioni sociali, economiche, ambientali, culturali o politiche subumane”, e “la povertà estrema è forse la più pervasiva e paralizzante violazione dei diritti umani nel mondo”; al contrario, nella logica della sussidiarietà, i poveri “devono essere considerati come soggetti che partecipano” ai programmi “locali, nazionali ed internazionali di sviluppo sostenibile”. Martino è entrato anche nel dettaglio dell'”agenda politica” dei Grandi della Terra, indicando tra gli obiettivi primari da perseguire l’accesso all’acqua, lo sviluppo agricolo ed il “buon governo”. E’ “responsabilità primaria” dei governi” garantire “un uso equo e sostenibile” delle risorse idriche mondiali, ha detto Martino, secondo il quale occorre anche garantire uno “sviluppo rurale” che permetta a metà della popolazione mondiale l’accesso ai “servizi sociali di base”. Un “buon governo” che “consenta a tutti gli Stati, compresi quelli più poveri e più piccoli, di aver accesso al processo decisionale che determina la politica e la cooperazione internazionale”: questo l’altro auspicio della Santa Sede per una felice conclusione del summit di Johannesburg. Lo sviluppo sostenibile – ha concluso Martino augurandosi che l’Onu non sia solo “un’istituzione amministrativa”, ma divenga una sorta di “centro morale” composto dalla “famiglia delle nazioni” del mondo – passa attraverso “l’eliminazione della povertà, la protezione dell’ambiente, la promozione dei diritti umani”.