” “”Il mio saluto vuole raggiungere tutte le famiglie, in particolare quelle in difficoltà… Vorrei che ciascuno sapesse che, nel Signore, amo e cercherò d’amare sino alla fine questa Chiesa”. Così il cardinale Dionigi Tettamanzi ha salutato, domenica 29 settembre, i fedeli accorsi in duomo per accoglierlo come nuovo arcivescovo di Milano. “Non sono mai stato io a coltivare dentro di me ha detto il cardinale il desiderio di diventare arcivescovo di Milano. Il mio essere “tra voi” e “per voi”, non è “da me”, ma è frutto di un disegno divino; è Dio che ha diretto il mio cammino verso di voi… Dio solo sa i sentimenti che hanno attraversato e attraversano il mio cuore. Si possono riassumere nella sincera consapevolezza della mia debolezza e indegnità e, insieme, nella serenità che nasce dal sapermi attratto dall’amore di Dio”. Nell’omelia il nuovo arcivescovo si è soffermato in particolare sul “sostegno e sulla necessità della preghiera”. “Per il vescovo ha detto – nessun altro dovere è più stringente e irrinunciabile”. Alla preghiera segue la santità che “è la vera novità evangelica e dà la forza di operare il cambiamento della stessa società”. Secondo Tettamanzi si profila la necessità di un nuovo slancio missionario: “è la nostra concreta situazione storica a mostrare la necessità e l’urgenza di un nuovo slancio missionario. Uomini e donne del nostro tempo hanno diritto alla nostra gioiosa e coraggiosa testimonianza di fede, come ne ha diritto la società intera”. (segue)