IL PAPA AL CORPO DIPLOMATICO: EUROPA ED AFRICA DUE ESEMPI CHE CI “RALLEGRANO”

” “”E’ possibile cambiare il corso degli eventi quando prevalgono la buona volontà, la fiducia nell’altro, l’attuazione degli impegni assunti e la cooperazione fra partner responsabili”, ha ricordato Giovanni Paolo II rivolgendosi ai membri del corpo diplomatico ricevuti questa mattina per l’udienza di inizio d’anno. E ha proposto l’esempio dell’Europa e dell’Africa. L’Europa perché “ha saputo abbattere i muri che la sfiguravano” e si è impegnata “nella costruzione di una realtà capace di coniugare unità e diversità, sovranità nazionale e azione comune”. Ai redattori del “futuro Trattato costituzionale dell’Unione Europea” il pontefice ha raccomandato di inserire un “riferimento alle Chiese e alle istituzioni religiose”. Il Papa ha anche auspicato che in tale Trattato, “nel pieno rispetto della laicità, siano riconosciuti tre elementi complementari: la libertà religiosa nella sua dimensione non solo individuale e cultuale ma pure sociale e comunitaria; l’opportunità di un dialogo e di una consultazione strutturati fra i Governi e le comunità dei credenti; il rispetto dello statuto giuridico di cui le Chiese e le istituzioni religiose godono negli Stati membri dell’Unione”.
” “”Anche l’Africa ci offre oggi l’occasione di rallegrarci”, ha proseguito il pontefice e offerto alcuni esempi: “L’Angola ha cominciato l’opera di ricostruzione; il Burundi ha intrapreso il cammino che potrebbe condurre alla pace; la Repubblica democratica del Congo si è impegnata seriamente in un dialogo nazionale che dovrebbe condurre alla democrazia. Il Sudan ha ugualmente dato prova di buona volontà”. Ma, allo stesso tempo, il Papa non ha dimenticato di “deplorare i gravi avvenimenti che scuotono la Costa d’Avorio e la Repubblica centroafricana” e ha invitato “gli abitanti dei rispettivi Paesi a deporre le armi”.
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