IL PAPA AL CORPO DIPLOMATICO: SEI “IMPERATIVI” PER EVITARE CHE L’UMANITÀ “PRECIPITI NELL’ABISSO”

” “”Sono impressionato dal sentimento di paura che dimora sovente nel cuore di nostri contemporanei”, ha detto Giovanni Paolo II aprendo questa mattina il suo discorso al corpo diplomatico accreditato presso la Santa Sede. Ma, ha subito aggiunto, “tutto può cambiare. Dipende da ciascuno di noi. Ognuno può sviluppare in se stesso il proprio potenziale di fede, di probità, di rispetto altrui, di dedizione al servizio degli altri”. Perciò il Papa ha dettato “alcuni imperativi, ai quali mi sembra necessario ottemperare, se si vuole evitare che popoli interi, forse addirittura l’umanità stessa, precipitino nell’abisso”: sì alla vita, rispetto del diritto, dovere della solidarietà, no alla morte, no all’egoismo, no alla guerra.
” “”Anzitutto un sì alla vita!” perché, ha detto Giovanni Paolo II, “il più fondamentale diritto umano è il diritto alla vita!” e “la lotta per la pace è sempre una lotta per la vita!”. “Poi, il rispetto del diritto”, perché “il mondo sarebbe totalmente diverso se si cominciasse ad applicare, in maniera sincera, gli accordi sottoscritti!”. “Infine il dovere della solidarietà” cominciando dai “giovani senza lavoro, persone disabili marginalizzate, anziani abbandonati, paesi prigionieri della fame e della miseria”.
” “Parallelamente, ha proseguito il pontefice, “i popoli della terra e i loro dirigenti devono avere talvolta il coraggio di dire ‘no'”. “No alla morte! Cioè, ‘no’ a tutto ciò che attenta all’incomparabile dignità di ogni essere umano, a cominciare da quella dei bambini non ancora nati”. “No all’egoismo! Cioè ‘no’ a tutto ciò che spinge l’uomo a rifugiarsi nel bozzolo di una classe sociale privilegiata o di una cultura di comodo che esclude l’altro”, poiché “tutti i popoli hanno il diritto di ricevere una parte equa dei beni di questo mondo”, a cominciare dall’acqua. Infine “no alla guerra!”. “Dico questo – ha aggiunto il Papa – pensando a coloro che ripongono ancora la loro fiducia nell’arma nucleare e ai troppi conflitti che tengono ancora in ostaggio nostri fratelli in umanità”.
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