” “”Fare ecumenismo oggi è riandare a tutti quei credenti, ortodossi, cattolici, protestanti e di altre fedi che hanno sofferto molto nel passato recente. Molti di loro hanno dato la testimonianza del martirio. Questa è la base dalla quale partire, in Russia, per celebrare ancora una volta la ‘Settimana di Preghiera per l’Unità dei Cristiani”: lo ha detto in una dichiarazione che uscirà su Sir Europa – da questa settimana non più supplemento ma secondo numero effettivo dell’agenzia dei settimanali cattolici italiani promossa dalla Cei,- il vescovo Jerzy Mazur, titolare della diocesi di Irkutsk nella Siberia orientale, da cui è stato espulso nei mesi scorsi. Stessa sorte hanno subito quattro sacerdoti, anche loro sulla base di motivazioni di carattere amministrativo, dietro cui l’opinione pubblica occidentale ha letto l’insofferenza degli ambienti religiosi russi per la presenza cattolica. “Per il cammino di riconciliazione ha proseguito mons. Mazur dobbiamo rimanere sotto la croce, contemplare insieme Cristo che ha sofferto e ci insegna e ci manda a predicare il suo amore. Sotto la croce non c’è posto per i cattolici, gli ortodossi, i protestanti. Sotto la croce siamo tutti uguali, siamo davvero fratelli”. Mons. Mazur ha fatto anche riferimento alle parole pronunciate da Giovanni Paolo II nel discorso di lunedì al corpo diplomatico. Il Papa ha espresso in quell’occasione il proprio rincrescimento “per la sorte riservata alle comunità cattoliche nella Federazione Russa” attendendosi “dalle autorità governative decisioni concrete che mettano fine a questa crisi”. “Giovanni Paolo II commenta il vescovo di Irkustk con queste parole ci ha dato la speranza e il coraggio. Spero che tutti abbiamo potuto sentirle e non stiano in silenzio. Spero anche che il Governo russo prenda decisioni concrete perché finalmente i fedeli cattolici in Russia possano tornare ad avere i loro pastori”. Su una popolazione di quasi 150 milioni di persone, si calcola che i cattolici in Russia siano poco più dello 0,3%, La confessione più seguita è quella ortodossa con una stima del 16,3%, seguita dai musulmani (10%), protestanti (0,9%) ed ebrei (0,4%). La gran parte dei russi si dichiarano atei o agnostici.