” “”Non possiamo non ripetere quanto disse Giovanni Paolo II quando nel 1991 il presidente Bush padre scatenò la prima guerra contro l’Iraq: ‘La guerra è un’avventura senza ritorno'”, afferma l’editoriale del prossimo numero de “La Civiltà Cattolica” del quale sono state anticipate le bozze. “Probabilmente non sarà una guerra lampo”, nota il quindicinale dei gesuiti, ma “si può prevedere che, a causa dell’enorme sproporzione delle forze in campo, gli Stati Uniti vinceranno” e così “potranno disporre delle immense riserve petrolifere” irachene. Tuttavia, nota “Civiltà Cattolica” gli Stati Uniti “non vinceranno la pace”: “Si può prevedere cioè la destabilizzazione di tutto il Medio Oriente, poiché l’attacco all’Iraq sarà considerato dalle masse islamiche più politicizzate, che già covano un odio profondo contro l’Occidente, come un atto di guerra contro l’islam e i Paesi arabi e islamici”. Secondo i gesuiti “lo stesso Osama Bin Laden, o chi lo ha sostituito, che aspira a impadronirsi del petrolio dell’Arabia Saudita, vedrebbe grandemente facilitato il raggiungimento dei suoi obiettivi”.
” “”La conseguenza più grave di una guerra contro l’Iraq prosegue l’editoriale sarebbe una ripresa del terrorismo contro gli Stati Uniti e contro i Paesi occidentali alleati”. Così “la crociata proclamata dal presidente Bush dopo l’11 settembre 2001 non solo non sconfiggerebbe il terrorismo ma gli darebbe linfa nuova. E’ così divenuto evidente che il terrorismo non si combatte e non si vince con la guerra, ma con altri mezzi, quali i servizi d’intelligence e la diplomazia”.
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