MONS. RUPPI (LECCE) SUI MORTI IN MARE: “IMMIGRAZIONE FRUTTO DI UN DISAGIO MONDIALE”

” “”La provenienza di questi naufraghi e la loro tragedia sono la testimonianza di una tragedia più vasta e più grande che si chiama guerra, miseria, oppressione, disagio sociale e civile”: lo ha detto l’arcivescovo di Lecce, mons. Cosmo Francesco Ruppi, manifestando il cordoglio della Chiesa pugliese per l’ennesimo caso di immigrati clandestini morti in mare, tentando di arrivare sulle nostre coste da paesi del Medio o Estremo Oriente. Questa nuova tragedia (6 morti, una ventina di dispersi molto probabilmente anche loro periti in mare e solo sei superstiti, 5 curdi e un greco) – sostiene mons. Ruppi – “è l’ennesima prova che l’immigrazione non può essere bloccata da alcuna legge, ma può essere sconfitta solo fermando la guerra e portando lo sviluppo nei Paesi più poveri”. Secondo il vescovo pugliese, “fino a quando non ci sarà pace in Oriente e fino a quando l’Occidente non aprirà il cuore e la tasca ai Paesi più poveri, l’immigrazione continuerà e continuerà senza fine, perché è frutto di un disagio mondiale che si sana solo con lo sviluppo solidale di tutte le nazioni”. Secondo Ruppi, inoltre, “la stessa pace non sarà mai sicura e stabile, se non sarà frutto dello sviluppo sociale e se i popoli ricchi non aiuteranno concretamente quelli più poveri. La Chiesa continuerà senza fine la sua opera di carità, nella certezza che l’immigrato è un fratello da accogliere e da integrare nel tessuto civile e sociale”. L’appello conclusivo dell’arcivescovo di Lecce è che “ciascuno faccia la sua parte non solo per ristabilire appieno la legalità, ma anche per dare un volto più umano alla nostra epoca”.