” “Pubblichiamo la nota Sir di questa settimana – L’altalena diplomatica e militare a proposito della crisi irachena non mette certo in ombra, ma anzi accentua i grandi temi di politica interna. E prima di tutto un elemento su cui sono ritornati i vescovi nel recente consiglio permanente della Cei, la coesione. Non si tratta certo di stemperare le differenze e dunque la dialettica politica o la complessità delle differenze territoriali. Si tratta però di superarne le forme patologiche o caricaturali che periodicamente si riaffacciano, a dare la sensazione di una costante debolezza, prima ancora che di una interminata transizione. Ma questo è un lusso che non ci si può permettere, in particolare nel quadro internazionale segnato appunto da un duplice “riallineamento”, interno all’Unione europea e più ampiamente sullo scacchiere della “governance” globale.
” “Superare le forme patologiche o caricaturali della dialettica politico-istituzionale e dunque giocare un ruolo in quanto soggetto nel nuovo quadro internazionale significa identificare alcuni punti fermi e alcune priorità.
” “Tra i primi evidentemente un consenso di fondo sugli scenari di sviluppo della democrazia. Improvvisamente ci si è accorti che la Costituzione caduto l’impianto proporzionalistico del sistema elettorale è facilmente riformabile a maggioranza. Questo accentua allora la necessità di convenire sulla regola aurea della democrazia, cioè la necessità di prevedere comunque un sistema di pesi e contrappesi e ispirarsi al principio di sussidiarietà, ormai esteso anche oltre lo Stato, verso l’Unione Europea. Qui purtroppo c’è ancora molto da fare e non solo a livello di forze e di proposte politiche, ma anche per superare la tentazione di tanta parte della cultura e del sistema della comunicazione di svolgere semplicemente un ruolo di supporto alla politica e non di approfondimento, di vaglio e di stimolo. Il tema della prossima settimana sociale dei cattolici italiani, “La democrazia, nuovi scenari e nuovi poteri”, che si comincerà a preparare nei prossimi mesi potrà aiutare, confermando il senso dell’impegno politico dei cattolici in quanto tali, prima ancora di ogni scelta di schieramento. A questo stimola anche il recente documento della Congregazione per la dottrina della fede.
” “La scomparsa di Gianni Agnelli e le riflessioni che l’hanno accompagnata, efficacemente espresse dall’arcivescovo di Torino sottolineano ulteriormente un passaggio storico per il sistema – paese: le sfide della ristrutturazione e del rilancio, di interi settori produttivi rappresentano una priorità, che, dopo la mobilitazione per l’euro i due schieramenti politici hanno forse dimenticato, o si sono rimpallati con polemiche a corto respiro. Il tempo invece stringe.