CLEMENZA NELLE CARCERI: MONS. BETORI, SERVE LA “VOLONTÀ POLITICA”, NO A GESTI ISOLATI

” “”Se c’è la volontà politica”, è ancora possibile attuare “misure di clemenza” nelle carceri italiane, che però “non possono andare da sole”, ma devono essere accompagnate da “una reale attenzione alle condizioni complessive e concrete di vita” nei penitenziari. Questa la posizione dei vescovi italiani sul dibattito in corso sulle “misure di clemenza” da attuare nelle carceri del nostro Paese, per rispondere così alle richieste formulate dal Papa nel suo recente discorso al Parlamento italiano. A ribadirla è stato oggi mons. Giuseppe Betori, segretario generale della Cei, rispondendo alle domande dei giornalisti, nel corso della conferenza stampa di presentazione del Comunicato finale del Consiglio episcopale permanente dei vescovi italiani, svoltosi a Roma dal 20 al 22 gennaio. “La volontà politica, se c’è – ha detto mons. Betori a riguardo di una ventilata archiviazione di varie ipotesi di atti di clemenza – è anche capace di esprimere un gesto su cui noi vescovi non ci siamo mai espressi, riguardo alle modalità e all’entità. In piena sintonia con il Papa, chiediamo un gesto di clemenza, o di riduzione della pena, che però non può andare da solo, ma va accompagnato da una reale attenzione alle condizioni delle persone che sono nelle carceri. Non basta – ha aggiunto Betori – liberare un detenuto qualche mese in anticipo, occorre guardare alle condizioni delle carceri. Se non assolvono al recupero delle persone, non basta il gesto richiesto a migliorarle”. I vescovi, dunque, ha concluso Betori citando il comunicato finale, auspicano che “possa attuarsi qualche provvedimento concreto in riferimento alla riduzione della pena per i detenuti e alla situazione carceraria, così come richiesto da Giovanni Paolo II, nonché interventi sul sistema carcerario che consentano il rispetto della dignità personale dei detenuti e il loro effettivo recupero”.
” “