” “I “condoni”, le legge sulla prostituzione e il rapporto tra cattolici e politica: questi alcuni argomenti di attualità affrontati da mons. Betori conversando con i giornalisti, nel corso della presentazione del Comunicato finale del Consiglio permanente della Cei, svoltosi a Roma dal 20 al 22 gennaio. Ad una domanda sulla questione dei condoni fiscali, ventilati dal governo, Betori ha risposto: “Se questo è il prezzo da pagare per ridurre l’eccessiva complessità sociale, possiamo anche comprenderne i motivi. Solo a patto, però, che tale processo di semplificazione legislativa non diventi un ‘premio’ o faccia venir meno la responsabilità delle persone, e non porti a convincere la gente che le leggi non contano più”. A proposito del disegno di legge sulla prostituzione, recentemente approvato dal governo, Betori ha detto che i vescovi “hanno ribadito le posizioni assunte dal card. Ruini nella prolusione”, quando il presidente della Cei ha definito il testo legislativo un provvedimento “che affronta un grave problema sociale ma non incide sulle sue radici morali e comportamentali”, e hanno auspicato “almeno un cambiamento per quanto riguarda la dimensione della prevenzione e del recupero”, nell’ottica di un “miglioramento di una legislazione non soddisfacente”. Riguardo ai rapporti tra cattolici e politica, al centro di una recente Nota vaticana, Betori ha elencato alcuni “equivoci” da superare: in particolare, quelli per cui “si pensa che non si possa essere cattolici e nello stesso tempo impegnati in politica” e che “il pluralismo all’interno delle società democratiche porti i cattolici ad una indifferenziata partecipazione, senza alcun punto di convergenza”. Al contrario, ha concluso il segretario generale della Cei, il pluralismo non comporta “un relativismo che disancori le scelte politiche da ogni riferimento etico. Attorno a certe scelte etiche viene richiesta ai cattolici anche una convergenza, non base alla fede ma alla forza che i valori etici hanno per ogni coscienza umana”.
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