PIAZZA ARMERINA: CATTOLICI E VALDESI CERCANO DI FERMARE 350 LICENZIAMENTI

” “Il vescovo di Piazza Armerina (Enna), mons. Michele Pennisi, insieme alla locale comunità valdese è intervenuto per fermare i 350 licenziamenti in corso al “Polo Tessile del Mediterraneo” a Riesi. “Stiamo cercando di individuare, grazie alla mediazione della prefettura, un pool di banche disposte ad aprire una linea di credito per pagare gli stipendi di questi lavoratori almeno fino a dicembre, perché sono ormai diversi mesi che non vengono più pagati”, dichiara al Sir mons. Pennisi. Allo stesso tempo, prosegue il vescovo di Piazza Armerina, “stiamo cercando qualche imprenditore disposto a salvare almeno una parte dei posti di lavoro, rilevando la produzione. A questo scopo sono in corso contatti anche con un’agenzia regionale”.
” “Mons. Pennisi esclude che i problemi che hanno portato il “Polo Tessile” sull’orlo del fallimento siano legati a pressioni mafiose: “Ne ho parlato con il prefetto – spiega al Sir – e mi ha confermato che questo è da escludere. Piuttosto ci sono stati forse degli errori di gestione aziendale. Il Polo Tessile, infatti, è stato creato da un imprenditore di Riesi che lavorava alla Benetton. Grazie anche ai contributi della Comunità europea, si è partiti subito in grande, assumendo 350 persone. Forse sarebbe stato meglio invece cominciare con ambizioni più modeste e vedere come si evolveva il mercato. Con la crisi del tessile, l’azienda non ha potuto più sopravvivere”.
” “Fin dal 1860 a Riesi c’è una comunità valdese, “molto impegnata sui temi sociali”, riferisce mons.Pennisi, perciò “stiamo cercando con loro di portare la solidarietà a questi lavoratori: a questo scopo abbiamo diffuso un comunicato congiunto e le parrocchie di Riesi hanno anche organizzato una marcia insieme con i valdesi”.
” “Ma nel territorio della diocesi di Piazza Armerina non c’è solo il problema degli operai tessili di Riesi: “Dal 2 gennaio – ricorda Pennisi – lo stabilimento petrolchimico di Gela non dipende più dall’Eni ma fa capo ad una società esclusivamente siciliana e non sappiamo dove andranno a finire tutti i lavoratori. Per questo ho chiesto che la Commissione per i problemi sociali e il lavoro della Cei potesse tenere la prossima riunione, simbolicamente, a Gela”.