” “Un deciso “no” alla guerra contro l’Iraq e all’ipotesi di partecipazione e sostegno ad essa da parte dell’Italia è venuto stamani dai vescovi della Toscana. A seguito della notizia secondo cui, oltre all’autorizzazione al sorvolo del nostro spazio aereo da parte dei velivoli militari Usa, il governo italiano ha concesso anche l’utilizzo delle basi presenti sul territorio nazionale come scali tecnici e logistici, i vescovi della Toscana hanno espresso in un comunicato “un chiaro, preoccupato e deciso ‘no’ alla guerra di fronte agli avanzati preparativi e al dispiegamento di forze in atto, con la prospettiva di azioni militari che potrebbero svilupparsi anche ignorando o forzando le norme del diritto internazionale”. “Constatando che gli organismi deputati all’esercizio del diritto internazionale si trovano di fatto esautorati” scrivono i presuli, e che l’Onu non è “posta in grado di intervenire con pari efficacia nei confronti di tutte le violazioni dei diritti umani, della libertà, della sicurezza e della democrazia”, “chiediamo al Parlamento e al Governo italiani di confrontarsi con responsabilità e coraggio con gli accorati appelli alla pace del Santo Padre Giovanni Paolo II” volti “promuovere il dialogo, la mediazione e la riconciliazione tra le parti in conflitto e quindi a scongiurare guerre sempre inutili e con dannosissimi effetti in primo luogo sulle popolazioni inermi”. Di qui l’invito alle comunità ecclesiali e a “tutti gli uomini e le donne di buona volontà”, a celebrare momenti comunitari di riflessione, preghiera e digiuno, e “a manifestare con franchezza” ai membri del Parlamento e del Governo “un fermo e chiaro NO all’ipotesi di partecipazione o sostegno alla guerra all’Iraq da parte dell’Italia, chiedendo invece di adoperarsi con ogni mezzo non violento perché in quel Paese si affermino i diritti umani e la democrazia; come pure di moltiplicare le attenzioni e gli sforzi per la pace in Terra Santa e in tutte le altre situazioni di guerre e conflitti dimenticati”. Riaffermata, infine, “l’esigenza di maggiore giustizia distributiva su base planetaria” per “liberare dalla fame e dalla miseria” tutte le aree del mondo.
” “