NOTA SETTIMANALE

” “Pubblichiamo la nota Sir di questa settimana – Più sembra avvicinarsi la guerra in Iraq e più difficile sembra risultare agli Stati Uniti legittimarla di fonte all’opinione pubblica internazionale. E’ un fatto nuovo, è forse il fatto nuovo di questo passaggio della politica mondiale alla faticosa ricerca di un “nuovo ordine”. Man mano passano i mesi e si affina insieme all’apparato militare, quello non meno essenziale della propaganda, questo dato emerge con evidenza sempre maggiore. Resta la potenza, certo, assolutamente inequivocabile, abbacinante, ma produce al più rassegnata acquiescenza.
” “Questa sensazione, che sta serpeggiando con sempre maggiore insistenza anche nell’opinione pubblica e nel dibattito italiano, merita di essere sottolineata o comunque meglio analizzata, anche perché ha a che fare con l’idea di Occidente, su cui si è ricominciato a discutere dopo l’11 settembre. Certo, si era detto all’indomani di quella data simbolo, il crimine, ormai internazionale, deve essere punito, ma la vera sfida è lo sviluppo di civiltà, in un mondo segnato da troppi conflitti. Così si è costruita al leadership americana attraverso la II guerra mondiale, e così si è sviluppata, attraverso la partnership con le (poche) altre democrazie sul pianeta, a partire da quelle dell’Europa Occidentale.
” “Col tornante del secolo qualcosa si è modificato? Negli Stati Uniti si sta sviluppando un importante dibattito storico-politico sull’impero: merita di essere seguito con grande attenzione, come meriterebbe ben altro respiro il dibattito in Europa intorno alla Convenzione.
” “E’ evidente forzatura dipingere il Papa come un pacifista unilaterale. Un libro molto istruttivo, la raccolta dei discorsi al Corpo diplomatico dal 1978 al 2002, appena pubblicata dal Pontificio Consiglio della giustizia e della pace, mostra con evidenza la grande coerenza del magistero di Giovanni Paolo II, l’ultimo dei grandi leaders mondiali che hanno vissuto da protagonisti la fine della guerra fredda e le sue conseguenze. Gli appelli per la pace (anche a proposito della guerra Iran-Iraq (pp.64-65), forse sfuggiti a qualche osservatore…) hanno una precisa sostanza: la pace è dono di Dio e impegno delle persone, dei popoli e della comunità internazionale, con la consapevolezza che, nelle tante situazioni di tensione del mondo, i cristiani, i cattolici oggi sono spesso perseguitati.
” “Nessun astratto pacifismo, nessuna ideologia pacifista, ma un pressante invito all’azione, un’azione indirizzata a costruire un sistema internazionale giusto. Su questo indirizzo del vecchio Papa, da un quarto di secolo capace ad un tempo di realismo e di speranza, i cattolici sono unanimi, come ha notato qualcuno, forse con sorpresa. E moltissimi sono i consensi, oltre tutte le appartenenze e tutte le frontiere.
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