” “”La crisi della Fiat può diventare un’occasione importante per la maturazione delle nostre comunità, per qualificare la loro attività formativa, per spingere i cristiani all’impegno d’ambiente, per vivere una carità operosa, intelligente e creativa, secondo la migliore tradizione della nostra Chiesa torinese”. Lo sostiene don Gianni Fornero, responsabile per la pastorale del lavoro della diocesi di Torino, in un articolo che verrà pubblicato sul prossimo numero del settimanale diocesano La Voce del Popolo. Don Fornero ricorda nell’articolo come “la messa in cassa integrazione o in mobilità, la perdita di lavoro nelle piccole imprese colpisce anzitutto le famiglie monoreddito con figli piccoli e le donne sole con figli a carico. Qui c’è davvero un’emergenza grave. Oltre ai finanziamenti previsti dalla Finanziaria per la copertura di un progetto della Regione, c’è la proposta di Mario Deaglio (sostenuta dal Comune e a altri soggetti) di proporre ai cassaintegrati un lavoro integrativo nell’ente pubblico”. Ma secondo don Gianni Fornero il rischio più grave è che l’attuale stato di crisi produca conseguenze di tipo psicologico “specialmente su quadri, impiegati e operai che per decenni hanno prestato il loro contributo all’azienda e che ora si sentono ‘scaricati’. E poi rimane il rebus dei numeri: a Mirafiori 1080 in cassa da dicembre, e fra qualche mese dovrebbero salire a 3000 con la chiusura della linea che costruisce la Panda, da 2000 a 5000 esuberi nell’indotto”. Per questo, conclude il responsabile per la pastorale del lavoro, le parrocchie si stanno attivando “per sostenere le famiglie colpite dalla crisi dell’azienda automobilistica. In questa fase, sono più necessari l’attenzione, il dialogo e l’ascolto”: questo il fronte d’impegno delle parrocchie torinesi.