IL PAPA: STYCZEN, LA “FORZA DEL SUO SPIRITO NONOSTANTE LA FRAGILITÀ DEL CORPO”

” “Un Papa che “ci sfida con la forza del suo spirito, nonostante la fragilità del corpo”. Questo, insieme con quelli proposti da Giovanni Reale e Rocco Buttiglione, il “ritratto” di Giovanni Paolo II fatto dal professore polacco Tadeusz Styczen, amico intimo del Papa, suo allievo e poi successore alla cattedra di filosofia morale all’Università di Lublino. Questa mattina, nel corso della conferenza stampa di presentazione della raccolta delle opere filosofiche di Karol Wojtyla (1848-1978), edita da Bompiani con il titolo di “Metafisica della persona”, Styczen ha fatto notare che “il volto del Papa affaticato, appoggiato alla croce” è ciò che svela oggi il senso del motto papale, “Totus tuus”. “Io penso che attualmente – ha aggiunto il professore riferendosi indirettamente alle attuali condizioni di salute del Santo Padre – si stia rendendo visibile questo contrasto tra il Papa, quasi ricurvo sotto il peso della croce, e la forza dello spirito, con cui porta questa croce. In modo chiaro, mostra a noi, attraverso il suo fragile corpo, Colui accanto al quale vuole rimanere nel Getsemani, per consolare, insieme a quanti soffrono, Dio a nome di tutti noi”. Parlando con i giornalisti, ha aggiunto: “Certo, quando si guarda il suo volto, si comprende la stanchezza e la sofferenza. Ma questo, a mio avviso, è il periodo più bello del suo pontificato. Soffre, ma non si rassegnerà: Andrà avanti fino alla fine”. Citando, poi, gli esercizi spirituali quaresimali predicati dall’allora cardinale Wojtyla nel 1976 a Paolo VI sul “totale abbandono di Cristo nel Getsemani”, Styczen ha sottolineato che il Papa ora come allora si getta in un’impresa apparentemente “impossibile”: “recuperare la storia, ossia riprendere l’occasione perduta dagli uomini duemila anni prima, di consolare Dio; tradurre cioè, nella realtà di oggi quell’invito: ‘vegliate’, rimasto allora inascoltato”.