” “Alla vigilia della seconda Tavola rotonda europea sulla povertà e l’esclusione sociale che si apre domani a Torino – una tappa nella strategia europea di lotta alla povertà, inaugurata al Consiglio europeo di Lisbona nel 2000 la Caritas italiana, dopo un’analisi del Piano del Governo italiano, esprime alcune perplessità: “dopo la legge quadro sul sistema dei servizi sociali (328/2000) e la riforma del Titolo V della Costituzione scrive in un documento che sarà pubblicato sul sito www.caritasitaliana.it – abbiamo avuto due anni di interventi piuttosto incerti in materia di politiche sociali; si nota una certa distanza dagli obiettivi comuni dell’Unione europea (diminuzione del numero assoluto delle persone e delle famiglie povere, attenzione alle povertà legate all’immigrazione, attenzione alle pari opportunità tra uomo e donna); il Piano prodotto dal Ministero del Welfare non è stato il frutto di un confronto allargato, né ha visto il coinvolgimento delle Regioni, secondo il metodo del ‘coordinamento aperto’ richiesto dall’Unione; non si pongono obiettivi quantitativi e verificabili delle azioni politiche; si inseriscono nel piano elementi di politica del lavoro e di politica scolastica non direttamente connessi alla lotta alla povertà; si sottovaluta l’importanza di un adeguato sistema dei servizi sociali con il rischio di scaricare sulle famiglie il peso della cura di situazioni croniche (anziani, disabili); è ancora assente una specificazione del Reddito di ultima istanza che dovrebbe sostituire il Reddito minimo di inserimento, per cui la dichiarata compartecipazione regionale potrebbe provocare seri squilibri tra Regioni più ricche e Regioni più povere; non si presta attenzione al Mezzogiorno”. Caritas Italiana conclude confermando la propria disponibilità al confronto.