“Non abbiate paura, spalancate le porte a Cristo”. In queste parole, all’indomani della sua elezione a Pontefice, è riassunto tutto il pontificato di Karol Wojtyla. E’ quanto scrive Jean-Dominique Durand, dell’Università di Lione, su SirEuropa, il settimanale di informazione europea dell’agenzia Sir, che oggi dedica ampi servizi al XXV di pontificato del Papa. “Venticinque anni dopo – scrive Durand – è impressionante il profetismo di queste frasi. Seguì i passi di Cristo in Galilea, cercò di imitarlo sempre: predicare la nuova evangelizzazione, percorrere il globo, moltiplicare i gesti simbolici che parlano al mondo, portare l’Eucaristia nel cuore della preghiera e dell’azione, sono state dall’inizio fino ad oggi, le sue preoccupazioni”. Ma Giovanni Paolo II è anche “testimone della grande tragedia europea del Novecento e porta in sé la sofferenza della Polonia, della Shoah e quelle del martirio cristiano mai finito. Continua oggi a portare, come la sua croce, questa sofferenza che sembra caratterizzare il destino dell’uomo, come è visibile quando si indigna della persistenza della violenza e dei conflitti che devastano il pianeta, conflitti locali o regionali, o con la guerra americana in Iraq”. E nell’assumere la presenza di Cristo, “ha portato lungo tutto il suo pontificato la preoccupazione per la dignità della persona umana e ha esercitato il ministero della Parola. Oggi è diventato conclude – l’unica autorità morale comune quasi all’insieme dell’umanità”.
Al venticinquesimo di pontificato del Papa il Sir ha dedicato ampi servizi, anche nei numeri scorsi, raccogliendo i pensieri e le preghiere delle conferenze episcopali europee. Si possono consultare su old.agensir.it