“Sono personalmente grato a questa donna coraggiosa che ho sempre sentito accanto a me. Si recava ovunque per servire Cristo nei più poveri fra i poveri. Nemmeno i conflitti e le guerre riuscivano a fermarla”. E’ stato un lungo elogio quello che il Papa ha tributato a Madre Teresa di Calcutta in occasione della sua beatificazione svoltasi ieri a san Pietro dinanzi ad oltre 300 mila fedeli. Nella sua omelia, letta dal Sostituto alla Segreteria di Stato, mons. Leonardo Sandri, il Papa ha ricordato come “con la testimonianza della sua vita Madre Teresa ricorda a tutti che la missione evangelizzatrice della Chiesa passa attraverso la carità, alimentata nella preghiera e nell’ascolto della parola di Dio”. “Emblematica di questo stile missionario è l’immagine che ritrae la nuova Beata mentre stringe, con una mano, quella di un bambino e, con l’altra, la corona del Rosario. Contemplazione e azione, evangelizzazione e promozione umana: Madre Teresa proclama il Vangelo con la sua vita tutta donata ai poveri, ma, al tempo stesso, avvolta dalla preghiera”. La grandezza di Madre Teresa, ad avviso del Papa, “risiede nella sua capacità di donare gratuitamente. In lei c’è la convinzione che toccando il corpo malato del povero si tocca quello di Cristo”. “Madre Teresa ha concluso – ha condiviso la passione del Crocifisso, in modo speciale durante lunghi anni di ‘buio interiore’. Questo duro travaglio spirituale l’ha portata ad identificarsi sempre più con coloro che ogni giorno serviva, sperimentandone la pena e talora persino il rigetto”. Nella serata di ieri il Papa si è affacciato alla finestra del suo studio e ha seguito lo spettacolo pirotecnico offertogli dal Comune di Roma. Nel breve saluto il Papa ha ringraziato “l’amata Roma”