TRAGEDIE DEL MARE: “L’AMICO DEL POPOLO” (AGRIGENTO), “A LAMPEDUSA SERVE UN CENTRO DI PRIMA ACCOGLIENZA” (2)

” “Il direttore del settimanale agrigentino rassicura gli abitanti di Lampedusa riguardo alla possibile minaccia al turismo locale: “Il dilemma è falsato” afferma. “Accogliere tutti gli immigrati non si può, ma neanche tutti respingere. Si tratta di sostenere una funzione di pronto e dignitoso intervento, in una idonea struttura di prima accoglienza, integrata con le strutture residenziali sulla terraferma e collegata con trasporti celeri e degni degli uomini, soprattutto se precedentemente trattati da altri come bestie”. “Giungere a Lampedusa – sottolinea don Petrone – per gli immigrati deve significare godere immediatamente della dignità che Dio ha dato ad ogni uomo: sia esso bambino, donna e finanche scafista”. Il settimanale si dice preoccupato, piuttosto, che il Comitato spontaneo “nel suo impegno a difendere l’onore e il benessere di Lampedusa, ignori i numerosi incendi dolosi perpetrati verso interessi pubblici e proprietà private” oppure “l’acredine esistente fra opposte parti politiche, col rischio che la questione del Centro di accoglienza serva a scaricare la tensione accumulata sull’anello più debole: i disperati che arrivano dal mare”. E conclude elogiando i Lampedusani perché “hanno reso onore agli immigrati seppellendoli accanto ai propri cari defunti, facendo uguali e familiari coloro che erano stati divisi e contrapposti. Questo è il segno chiaro di ciò che vorremmo fosse Lampedusa per i disperati che vi giungono. Per gli immigrati Lampedusa non dovrà essere cimitero né continuazione dell’inferno dal quale fuggono, ma approdo fra braccia amiche. Chi giunge a Lampedusa, oggi come ieri per scelta o per necessità, per piacere o per costrizione impara la legge del mare: chi naviga sa infatti che l’altro sulla barca, non ti sta mai di fronte ma accanto”.
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