” “”E’ indispensabile ridefinire una nuova politica migratoria ed è ancora più indispensabile farlo a livello europeo. Se vogliamo avere delle soluzioni ragionevoli che garantiscano il futuro delle relazioni tra i popoli bisogna sviluppare una politica di cooperazione e aiuto allo sviluppo, soprattutto con i Paesi del Sud del Mediterraneo”. E’ quanto afferma mons. Jean-Luc Brunin, vescovo ausiliario di Lille e presidente della Commissione episcopale francese per le migrazioni, in una intervista sui temi delle migrazioni che verrà pubblicata nel prossimo numero di SirEuropa. Commentando le ultime recenti tragedie del mare e le vicende politiche che ne sono seguite, mons. Brunin si dice preoccupato perché “oggi, a livello di Unione europea ci si accontenta solo della gestione poliziesca dei flussi migratori. Ma questa è una politica condannata al fallimento perché rende l’Europa una fortezza. Sarebbe giusto che l’Europa agisse subito. Ma dovrà farlo di sicuro perché tutte le misure repressive e poliziesche possibili non potranno arrestare i flussi migratori. Il maggiore controllo alle frontiere non farà altro che potenziare le organizzazioni mafiose”. Il vescovo francese contesta “la mancanza di prospettiva nel favorire uno sviluppo solidale dei Paesi del Sud del Mediterraneo”, tema di cui si sta parlando in questi giorni in Marocco nel secondo incontro interministeriale sulle migrazioni nel Mediterraneo occidentale, con rappresentanti di Algeria, Francia, Italia, Libia, Malta, Marocco, Mauritania, Portogallo, Spagna e Tunisia. “E’ urgente una politica di cooperazione e sviluppo afferma – per dare fiducia alle popolazioni che fuggono dalla miseria economica o dai Paesi africani dove c’è una instabilità politica o conflitti etnici”.