” “”Non siamo contrari alle politiche di controllo delle frontiere, ma l’immigrazione non è riconducibile solo a un problema di ordine pubblico”. Con queste parole il direttore della Caritas, don Vittorio Nozza, è intervenuto oggi a Roma nel dibattito sul XIII Dossier Statistico Immigrazione a cura della Caritas di Roma, della Caritas Italiana e della Fondazione Migrantes dal titolo”Italia, paese di immigrazione”. “I fatti drammatici e indicibili dei giorni scorsi ha aggiunto don Nozza – reclamano un intervento strutturale. Gli immigrati sono esseri umani, non strumenti usa e getta. Anche la questione del voto amministrativo di per sé non ha significato se non c’è l’integrazione delle persone. Solo nell’integrazione si realizza la metamorfosi da ospiti a cittadini nel rispetto delle radici cristiane dell’Italia e dell’Europa e contro ogni fondamentalismo”. “Siamo nel cuore del semestre italiano di presidenza dell’Unione europea e – ha affermato mons. Alfredo Maria Garsia, presidente emerito di Migrantes – temo un livellamento al basso nell’accordo tra gli stati membri sull’immigrazione”. La direttiva europea del 3 ottobre sul ricongiungimento familiare. Ad avviso del vescovo, “è stata una regressione rispetto a quanto fatto in precedenza: un migrante può chiedere di riunire la propria famiglia solo dopo due anni di lavoro nell’Unione europea e solo ai minori di 12 anni è consentito di ricongiungersi ai genitori”. Garsia ha annunciato che il comitato che anima la campagna europea per la ratifica della Convenzione Onu sui migranti (approvata il 18 dicembre 1990 anche dalla Ue ed entrata in vigore il 1° luglio 2003), organizzerà una manifestazione a Montecitorio il prossimo 18 dicembre per chiedere la firma dell’Italia.