” “”Altruismo, solidarietà e responsabilità”: sono queste le principali caratteristiche della “famiglia prosociale”, ossia “una famiglia che concretamente genera e promuove comportamenti solidali nei suoi membri”. La definizione è contenuta nell’ottavo Rapporto del Cisf (Centro Internazionale Studi Famiglia) su “Famiglia e capitale sociale nella società italiana”, presentato oggi a Venezia. In Italia, spiega Eugenia Scabini, docente di psicologia sociale della famiglia all’Università cattolica e direttore del Centro studi e ricerche sulla famiglia dell’ateneo milanese, “non ci sono solo famiglie rinchiuse nel loro mondo, che proteggono i giovani adulti fino all’infinito grazie alle funzioni protettive della ‘famiglia lunga’. Di fronte a famiglie che tendono a ‘dare di più’ ai figli per permettere loro una vita più dispendiosa che risponda alle esigenze individuali un dato, questo, che tuttavia andrebbe interpretato anche in relazione ad una società, come la nostra, generalmente ‘chiusa’ alle nuove generazioni nel nostro Paese esistono anche famiglie che tendenzialmente trasferiscono il loro codice generativo ai propri figli, anche attraverso forme di generatività attiva come il mondo del volontariato”. Da un’indagine condotta dalla studiosa su un campione di 135 triadi familiari (padre, madre, figlio o figlia), emerge che i nuclei familiari con al loro interno un giovane-adulto “impegnato nell’ambito del volontariato”‘ risultano più dotati di “generatività sociale”, in quanto “mostrano una peculiare cura dei rapporti con il contesto sociale e un costante sostegno dei legami generativi e, inoltre, sviluppano capacità generative nella giovane generazione”.